Stilus Magistri

I “Sepolcri” del Giovedì Santo

Il grano bianco del Signore

Nei riti della Settimana Santa a Canosa di Puglia(BT), come nell'Italia Meridionale, permangono elementi di origine cristiana, che affondano le radici nelle culture precristiane, sedimentate su valori umani e religiosi, che esprimono il battito della natura e la fede dell'uomo. Sono in dialetto "li Sebbùlcre", vasi o piatti di terra in cui si semina il grano nei venti giorni che precedono il Giovedì Santo per far germogliare al buio, sotto i letti o nelle dispense, il caratteristico fogliame biancastro o giallino privo della verde clorofilla. I vasetti vengono offerti dal popolo alla Chiesa nelle Cappelle ove il giovedì santo vengono esposti i "Sepolcri", impropriamente detti, che custodiscono il Santissimo Sacramento alla devozione popolare. Sono altari senza frontiere aperti alla venerazione della gente in cammino, in silenzio per le strade del paese a visitare le Chiese , a pregare, in gruppo, in famiglia, in associazioni. È tempo di preparare il grano bianco dei sepolcri per il Giovedì Santo.

IL GRANO BIANCO
Il grano bianco germogliato al buio e offerto dalle mani dei fedeli per ornare il Sepolcro del Signore è simbolo della Sepoltura di Cristo e della Sua Resurrezione. Il chicco di grano posto sotto terra al buio è destinato a germogliare, a crescere e a farsi Pane dell'Eucarestia; diverrà poi verde alla luce del Risorto.

LA TRADIZIONE
Il grano bianco dei "Subbùlcre" è una tradizione cristiana orientale bizantina, diffusasi nell'Italia Meridionale, dalla Puglia, alla Lucania, alla Calabria, fino alla Sicilia, dove a Palermo i pallidi filamenti germogliano anche dalle lenticchie i "ciuri di Sepulcru" (i fiori di Sepolcro), fino alla Sardegna, dove germogliano "i Nenniri", come ci conferma in un incontro personale presso Palazzo Mariano nel Natale del 2015, il Docente dell'Università di Sassari, Prof. Salvatore Fadda, coniugato alla gentilissima docente canosina Emanuela Cecca. E sono proprio i Nenniri a far risalire questa tradizione cristiana ad una origine pagana introdotta dai primi popoli navigatori del Mediterraneo, dai Fenici , che adoravano la dea Astante, chiamata Ninni (I Nenniri), dea primigenia della Terra madre, cui era attribuito il potere di fecondare, di far morire e far risorgere la natura nei semi di grano. L'usanza è legata anche ai "giardini di Adone", personaggio della mitologia greca di grande bellezza, morto prematuramente e dal cui terreno di sepoltura, intriso del suo sangue, nacque il fiore dell'anemone. Le donne greche nel rituale ponevano ogni anno vasi con grano germogliato al buio per ornare il suo sepolcro rappresentando i "GIARDINI DI ADONE".

A Canosa i fiori de "li Sebbulcre" richiamano nel lessico anche "li sumbullkun" (sepolcro del Signore) di origine albanese, presenti in Calabria a san Demetrio Corone, a confermare la provenienza orientale e bizantina. Padre Elia dei Dehoniani di Andria, riconosce nella tradizione una catechesi che coinvolge il vissuto dei bambini e richiama il testo del Vangelo di Giovanni (cap. 12, 20-33):"Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto". Nel laboratorio di Scuola il percorso culturale promuove anche l'educazione all'ambiente, ai cicli della vita, alla storia di paese. Tra i fiori del grano bianco dei Sepolcri la Chiesa rinnova il mistero dell'Eucarestia "In Coena Domini" dove il grano diventa pane della vita eterna. Come Giardini di Adone rappresentiamo i GIARDINI DEL SIGNORE. Non è una figura di un'antica mitologia, è la storia di Gesù di Nazareth Crocifisso, morto e "veramente Risorto". "Gesù Cristo ha vinto la morte" (2 Timoteo, v. 10).
Buona Settimana Santa.
maestro Peppino Di Nunno
Il grano dei Sepolcri
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