Cimitero Canosa
Cimitero Canosa

Canosa: ITALIA NOSTRA è contraria all' impianto di cremazione

"Non ci sembra opportuno autorizzare un'altra industria insalubre in questo nostro territorio"

Sono passati quasi vent'anni da quando si è cominciato a parlare dell'ampliamento del Cimitero di Canosa di Puglia . Per l'ampliamento si è fatto ricorso allo strumento della finanza di progetto; cioè l'opera sarebbe stata realizzata da privati che per un certo numero di anni ne avrebbero ottenuto la concessione percependone gli incassi per recuperare le spese dell'investimento e della gestione ed anche un utile. Sono noti gli ostacoli che ne hanno bloccato la realizzazione. Nel 2013 furono consegnati i lavori all'Associazione temporanea d'imprese aggiudicatrice dell'appalto, ma dopo un anno il cantiere fu posto sotto sequestro dall'Autorità Giudiziaria dopo il rinvenimento di reperti archeologici. Il cantiere fu dissequestrato nel 2017, con la prescrizione che tutta l'area del progetto dovesse essere indagata e che le evidenze archeologiche ritrovate fossero preservate ed escluse dal progetto. A causa di questi eventi la ditta appaltatrice ha chiesto al Comune di Canosa una revisione delle condizioni economiche inizialmente previste dalla Concessione, poiché il blocco del cantiere e le spese sostenute per le indagini archeologiche avevano procurato alla ditta un danno economico che doveva essere ripianato. Per questo la ditta ha proposto all'Amministrazione Comunale varie soluzioni, che vanno con una rimodulazione della consistenza dei manufatti (loculi, ossari, cappelle, edicole) originariamente previsti, con una integrazione consistente nella concessione di aree per l'installazione di impianti fotovoltaici o, in alternativa, nella costruzione di un impianto crematorio nel Cimitero. L'Amministrazione Comunale si è riservata di dare una risposta dopo aver acquisito il parere di una società di revisione sulla convenienza economica delle varie proposte.

Al di là delle problematiche economiche, Italia Nostra Canosa esprime la sua più netta contrarietà all'ipotesi di costruzione di un impianto crematorio, per ragioni di natura ambientale che di seguito illustriamo. Gli impianti di cremazione sono assimilabili agli inceneritori e sono classificati industrie insalubri. Essi producono emissioni di vario tipo del tutto identici a quelli prodotti dagli inceneritori, sono regolamentati dall'Autorizzazione Unica Ambientale e sono soggetti alle prescrizioni in materia di emissioni gassose in atmosfera. Sono presenti lacune nelle procedure di autorizzazioni di questi impianti, sia nella normativa nazionale che in quella regionale. Non esistono criteri precisi di localizzazione, né criteri di efficienza rispetto al numero delle cremazioni e neanche criteri tecnologici che stabiliscano l'obbligo di utilizzare le migliori tecnologie per l'abbattimento delle emissioni in atmosfera. Questo vuoto normativo sta creando diffuse proteste in tutta l'Italia. Al centro nord, dove questi impianti sono diffusi, le proteste dei cittadini sono indirizzate contro i progetti di ampliamento a causa dell'aumento delle emissioni che avrebbero prodotto; dove invece sono previsti nuovi impianti, data l'inesistenza di bacini di riferimento, le proteste si indirizzano contro la minaccia che le operazioni di cremazione non provengano solo da un ambito esclusivamente locale, bensì anche da un ambito provinciale, regionale ed extra regionale.

In Puglia sono attualmente funzionanti gli impianti crematori di Bari e di Foggia, in provincia di Lecce sono stati individuati tre siti per la realizzazione di impianti che stanno scatenando le proteste delle popolazioni interessate. Dire no all'impianto di cremazione nel nostro Cimitero non è la solita risposta al cosiddetto effetto NIMBY, NON NEL MIO GIARDINO, ma non ci sembra opportuno autorizzare un'altra industria insalubre in questo nostro territorio dove si sono già installati troppi ospiti indesiderati, tra discariche autorizzate e abusive, ecoballe disseminate dappertutto e poi date a fuoco, al sansificio che per molti mesi all'anno ci regala i suoi miasmi. NON È FORSE ABBASTANZA? Chiediamo all'Amministrazione Comunale, nel rinegoziare i termini della concessione per l'ampliamento del Cimitero, di considerare con assoluta priorità i problemi della SALUTE PUBBLICA, al di là degli aspetti economici.
Italia Nostra Canosa di Puglia
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