
Scuola e Lavoro
Emigrazione giovanile e futuro: "Rischia Restando” in Farmalabor giovani della Azione Cattolica si confrontano
Organizzato dal Settore Giovani della Diocesi di Andria
Canosa - lunedì 24 marzo 2025
22.29
Il bilancio dei cervelli in fuga è sempre più tragico: sono ben 24 mila i giovani tra i 18 e 34 anni che negli ultimi dieci anni hanno lasciato la Regione Puglia. Un dato significativo che ha fatto da apripista per l'appuntamento organizzato dal Settore Giovani di Azione Cattolica della Diocesi di Andria presso il Centro Ricerche della Farmalabor. All'interno dell'azienda farmaceutica di Canosa di Puglia, si è tenuto ieri un incontro che si inserisce nel percorso annuale dedicato a giovani e giovanissimi del territorio. "Rischia Restando" è lo slogan che ha accompagnato i tanti ragazzi partecipanti alla giornata di approfondimento che ha rappresentato l'inizio del progetto triennale elaborato dall'equipe del Settore Giovani dell'associazione. «Rischiare e restare sono due termini che fanno parte del mio vocabolario. Il rischio è intrinseco al concetto stesso di impresa, è pane quotidiano per l'imprenditore che, ogni giorno, deve assumersi le responsabilità delle sue scelte. Quanto al 'restare', io sono proprio uno di quelli che ha deciso di farlo per far crescere la mia terra. Non è facile, anzi, è più difficile che altrove dove, magari, ci sono più servizi e infrastrutture ma ai giovani dico di rimboccarsi le maniche e lavorare a progetti per il cambiamento economico, sociale, culturale del Sud.» E' stato il commento di Sergio Fontana, Presidente della Farmalabor, realtà imprenditoriale leader nel settore delle materie prime, che si è detto felice di aver ospitato l'incontro.
«Come giovani sentiamo la necessità di confrontarci con i nostri coetanei e con gli adulti. Quando si parla di giovani che scelgono di lasciare la propria terra è necessario comprendere come rendere i nostri territori attrattivi e stimolanti per le nuove generazioni - hanno sottolineato Francesco Lattanzio e Roberta Capurso vice presidenti per il Settore Giovani della Diocesi - vedere tanti ragazzi che scelgono di mettersi a servizio delle nostre comunità con piccoli passi è una boccata d'ossigeno per tutti». La giornata ha rappresentato una possibilità di fermarsi per studiare la realtà, analizzarla con occhi giovani e proporre prospettive nuove per i nostri territori. Ad animare il dibattito sono stati Donato Massa, giovane canosino che ha scelto di investire nella azienda di famiglia di ortofrutta ormai alla terza generazione e alcuni responsabili della Fondazione Archeologica Canosina, la associazione che, da oltre trent'anni e su base volontaristica, si occupa di tenere aperti i siti archeologici di Canosa, creando anche posti di lavoro intorno al circuito culturale. Testimonianze che hanno permesso ai ragazzi di comprendere la possibilità di investire nei territori contribuendo allo sviluppo delle città, ognuno con le proprie abilità, propensioni e risorse.
«I giovani che hanno partecipato al 'Rischia Restando' hanno deciso di mettersi in gioco. È importante aiutarli a coltivare i loro sogni, a dargli tutti gli strumenti necessari affinché possano compiere le loro scelte di vita in maniera libera e consapevole e noi adulti abbiamo il dovere di farlo. Un 'grazie' particolare al dottor Fontana che, ospitandoci, ha reso possibile questa bellissima giornata, e a chi ha voluto offrire la sua testimonianza», le parole di Maria Selvarolo, Presidente diocesano di AC.
«Come giovani sentiamo la necessità di confrontarci con i nostri coetanei e con gli adulti. Quando si parla di giovani che scelgono di lasciare la propria terra è necessario comprendere come rendere i nostri territori attrattivi e stimolanti per le nuove generazioni - hanno sottolineato Francesco Lattanzio e Roberta Capurso vice presidenti per il Settore Giovani della Diocesi - vedere tanti ragazzi che scelgono di mettersi a servizio delle nostre comunità con piccoli passi è una boccata d'ossigeno per tutti». La giornata ha rappresentato una possibilità di fermarsi per studiare la realtà, analizzarla con occhi giovani e proporre prospettive nuove per i nostri territori. Ad animare il dibattito sono stati Donato Massa, giovane canosino che ha scelto di investire nella azienda di famiglia di ortofrutta ormai alla terza generazione e alcuni responsabili della Fondazione Archeologica Canosina, la associazione che, da oltre trent'anni e su base volontaristica, si occupa di tenere aperti i siti archeologici di Canosa, creando anche posti di lavoro intorno al circuito culturale. Testimonianze che hanno permesso ai ragazzi di comprendere la possibilità di investire nei territori contribuendo allo sviluppo delle città, ognuno con le proprie abilità, propensioni e risorse.
«I giovani che hanno partecipato al 'Rischia Restando' hanno deciso di mettersi in gioco. È importante aiutarli a coltivare i loro sogni, a dargli tutti gli strumenti necessari affinché possano compiere le loro scelte di vita in maniera libera e consapevole e noi adulti abbiamo il dovere di farlo. Un 'grazie' particolare al dottor Fontana che, ospitandoci, ha reso possibile questa bellissima giornata, e a chi ha voluto offrire la sua testimonianza», le parole di Maria Selvarolo, Presidente diocesano di AC.