Stilus Magistri

Anniversario di Nozze per Lino Banfi e Lucia…

“Fuggendo” in chiesa alle sei del mattino

Nel corso della trasmissione televisiva l'Arena di Massimo Giletti su RAI UNO di domenica scorsa c'è stata l'intervista all'ospite Lino Banfi, che ha reso omaggio all'artista canosino prossimo alle ottanta primavere di luglio, rievocando le nozze dei "fuggitivi" innamorati Pasquale e Lucia nella Chiesa di S. Francesco. Da questi regolari e identici atti di matrimonio, era l'ora specificata delle 6,00 del mattino, all'apertura delle chiese, ad indicare il carattere volitivo delle nozze dei giovani sposi con testimoni. Per l'artista canosino Pasquale Zagaria, anche le nozze, nella gavetta della sua carriera, furono volitive, creative, semplici, di amore libero e cristiano: era il 1° Marzo del 1962. Per i 54 anni di matrimonio del 1° Marzo 2016, agli auguri di RAI UNO, vogliamo associare gli Auguri del paese di Canosa, della Redazione di Canosaweb, indirizzando una poesia composta e pubblicata in occasione del Gran Galà del SUD Premio Dea Ebe 2015, presso la Sala Smeraldo con il dott. Luciano Papagna per gli onori di casa.

A Lino canosino
Quando nel tempo giunge il 17 Maggio
penso al nome di mio fratello il saggio
e pur al diminuitivo di Pasquale, a Lino,
alla voce di un artista umorista canosino.

Venne da Andria a Canosa, Pasquale Zagaria
e già teneva allegra tutta la sua bella compagnia,
venne con Modugno, poi con Franchi, Lino Banfi,
col sorriso diverte e scaccia di casa anche i tanfi,
perché il sorriso è il profumo umano della vita,
come una tavola pugliese di sapori imbandita.
Da ragazzo pregava e scherzava col Signore,
poi alla RAI approdò come vero navigatore
divenendo nonno e mondiale Ambasciatore,
anche commosso con una lacrima sul viso,
ove l'artista svela il cuore del suo sorriso.

Oggi a Canosa con Rosanna sua figlia,
ci fa sentire tutti un'allegra famiglia,

mentre battono negli anni le sue ciglia,
compiendo l'ottantesima primavera
che parla e canta, che sorride e spera.
E questa sera smeralda con Mariano e Luciano
a Lino Banfi e Rosanna tutti noi diamo la mano,
mentre ride anche la dea Ebe, fiorente giovinezza,
con "la chèpe e la noce di capocollo che si spezza",
spezzando negli affanni umani ogni tristezza
mentre ogni giorno di vita si fa dono e bellezza.

Così questa sera tra qualche baciata rima
il maestro Peppino presenta un'anteprima
del saggio scritto del dialetto canosino,
citando Lino Banfi, l'artista canosino,
tra dialetto popolare e volgare latino.


Alla lettera "A" del mio antico dizionario
scrivo di Lino Banfi un dì straordinario,
scrivo il sacro vocabolo "ascennéute"
quando il giovane Lino con la sua sposa
disse "sì" in Chiesa con amore a Canosa,
giungendo con Lucia alle nozze d'oro
e svelando i segreti del suo tesoro.


Non fu galeotto, ma furtivo al mattino
quando nella Messa disse "sì" al destino.
Madònne! se ce pénze, se n'òne ascennéute,
o fu anghianète stu spusalìzie patéute?
ca fìnghe a Rome pòje fu festeggète
dòpe cenquànd'ànne de tànda resète!

Ascennéute o anghianète, questo è il problema!
nella vita di ognuno è sempre l'umano tema.

Ma passo e chiudo alla lettera "C" del dialetto
e un vocabolo di paese mi scorre in petto,
dice anche Banfi in Tivù, "nu caccamarόne",
cissà? jà bélle a jésse allégre e Canusόne,
péure ca te dìnne ca si' nu caccamarόne?


Sulle vie del dialetto canosino,
pensando ai nostri padri nel destino,
tra le voci dell'umano e del divino
su un suolo di sudore contadino,
dove anche l'anima si fa popolare,
auguro a tutti una festa da sognare,
o c'è da avere o c'è da dare,
ma sempre col cuore da amare,

dallo "Smeraldo Ricevimenti"
con tutti i bei dolci sentimenti,
dalle colline antiche di Canosa,
bella in poesia e anche in prosa,
bella, se vogliamo, in ogni cosa.
Auguri!


La poesia riporta anche due citazioni dell'artista canosino nel Saggio linguistico "Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino" a cura degli studi del maestro Giuseppe Di Nunno, alla voce dialettale "ascennéute" a pag. 39 e alla voce "caccamarόne" a pag. 44. Una sua foto, senza lucro, lo accosta, con riferimento al Galà Dea Ebe, a pag. 209 ad un nonno canosino, ze. Luigi Matarrese presso la fontana storica di "Chianca scritta" in corso Garibaldi, la via del Maneggio un tempo "'mvreccète" con grosse pietre dell'Ofanto, "u vrìcce de l'Óffete", che racconta anche oggi nel libro del dialetto questo artista popolare di Canosa, questa storia di paese, questa voce dialettale palpitante di strada.
Auguri Lino e Lucia!
maestro Peppino Di Nunno

ricerche fotografiche a cura di Bartolo Carbone
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