Stilus Magistri

Il saluto da Freising in Germania, agli amici della Latinità di Canosa di Puglia

Sulla vie “ab Urbe condita” della Matrona Busa.

I giorni che seguirono l'eccidio presso Canne, del 2 agosto del 216 a. C. , non segnarono solo la supremazia bellica di Annibale, dei Cartaginesi e la sconfitta dell'esercito romano, ma anche l'accoglienza dei sopravvissuti da parte del popolo canosino e della matrona Busa.
Con il restauro dell'epigrafe e dell'aquila romana della colonna situata nella Villa comunale, effettuato volontariamente dalla mia persona sotto il sole di Luglio del 1996, nacque il piccolo corteo storico, accompagnato in festa il 2 agosto del 1996, con la banda musicale cittadina per il Corso San Sabino, con gli alunni di Scuola ed il Commissario Prefettizio, Giuseppe Iaculli: Mara Acquaviva era Busa, Danilo Dell'Aere era Scipione, Giovanni Azzellino era il Senatore romano, ma, chiamati dalle vacanze, c'erano i bambini di classe e le colleghe Di Biase Clementina e Sabina Barbarossa, in servizio nella Festa patronale!
L'idea maturò con il progetto proposto e patrocinato dal Comune, con il Sindaco dell'epoca, Francesco Ventola, inviato il 10 luglio 2007.
Il progetto ideato, ebbe a accoglienza e diligente attuazione, nel Corteo storico "Ab Urbe Condita", realizzato diligentemente dalla Scuola Media Ugo Foscolo, con la mia partecipazione in costume ad evocare la figura dello storico Tito Livio, princeps historicorum, patavinus, autore dell'opera in Latino Ab Urbe Condita.
Il progetto con il corteo dell'immagine culturale di Canosa, fu tramesso al prestigioso Liceo Classico Tito Livio di Padova, (Gymnasium Patavinum), che consegnò un attestato alla Scuola Foscolo, inviato dalla Preside di Padova.
Il progetto fu trasmesso in Germania, a Freising, dove scoprimmo un analogo corteo, con docenti e studenti in costume, con le Septimanae Latinae Europaeae.
Anche quest'anno abbiamo ricevuto da Freising il saluto agli Amici della Latinità di Canosa di Puglia, che estendiamo alla Scuola, al Popolo canosino radicato nelle radici latine.

Amicis Latinitatis Plurimam Dicunt Salutem.
Tertia Septimana Latina Frisingensis die XXIV mensis Augusti initium habebit.
Si Latine loquendi occasionem hac aestate quaeris, gaudebimus te Frisingae salutare.
Inscriptionem tuam accipere poterimus usque ad diem X mensis Augusti. Pauci ergo dies supersunt, ut formam inscriptionis expleas! Quam hic invenies: http://www.septimanalatina.org/txt/l/inscriptfris.html
Optime valete!
Gli amici di Freising salutano gli amici della Latinità.
Nel 24 del mese di agosto avrà inizio la Terza Settimana Latina a Freising.
Se in questa estate cerchi l'occasione di parlare in latino, saremo lieti di incontrati a Freising. Saremo in grado di accogliere la tua iscrizione fino al giorno 10 del mese di Agosto. Pochi giorni dunque rimangono, per effettuare la modalità dell'iscrizione! Tutto questo lo troverai qui
http://www.septimanalatina.org/txt/l/inscriptfris.html
State bene!
Ringraziamo gli amici della Latinità di Frisinga, Città della Baviera, a Nord di Monaco, nella condivisione storica di Canosa di Puglia, pensando che le Istituzioni e le Associazioni canosine, possano attuare un simile progetto, che non evoca solo la storia, di Canosa, il Latino, ma anche un prandium romanum, un officium religiosum, un delectamentum latinum, tra cucina, religiosità, storia e divertimento.
Vogliamo annotare che il progetto del 2007, 2008, 2009, tranne i manifesti, fu a costo zero, fondato sulla volontaria partecipazione e dedizione.

Da quel tempo ho ritrovato da più parti, un 'copia e incolla' del testo latino ed italiano, senza la fisiologica citazione dell'ideatore ed autore del progetto, che si avvalse del meritevole concorso delle Scuole, dal 1996 al 2007, riconosciuto invece dal Liceo di Padova e dalla Baviera latina delle Settimane Latine Europee. Seguite l'esempio degli stranieri!
Alla luce degli studi maturati in questi anni proponiamo una traduzione aggiornata e più rispondente sintatticamente al testo di Tito Livio. La traduzione intende valorizzare il soggetto dell'analisi logica del testo e della storia: la matrona Busa.
Ab Urbe Condita, Liber XXII, caput LII:
" eos qui Canusium perfugerant, mulier Apula nomine Busa, genere clara ac divitiis, moenibus tantum tectisque a Canusinis acceptos, frumento, veste, viatico etiam iuvit, pro qua ei magnificentia postea bello perfecto ab senatu honores habiti sunt".
"Una donna apula di nome Busa, illustre per stirpe e per ricchezze, sostenne, con frumento, vesti e anche denaro, coloro che si erano rifugiati a Canosa, accolti dai Canosini solo entro le mura e nelle case; a Lei, per questa munificenza, in seguito, terminata la guerra, furono tributati onori dal Senato" (Ab Urbe Condita, Libro XXII, cap. 52).
Ringraziamo la prof.sa Giulia Giorgio per gli approfondimenti sintattici e letterari.
Se "memorabilis est pugna apud Cannas.. nomen Hannibalis", merita anche di essere memorabile il nome della matrona canosina, BUSA.
La matrona della Daunia, Busa (non la dea Busa), l'unica donna della Daunia di cui si conosca il nome, presentata nella mostra di Manfredonia, viene citata da Giovanni Boccaccio nell'opera "De Mulieribus claris" (Le Donne famose): "de Busa canusina apula muliere", mentre Canosa custodisce i ruderi della villa romana, presso la strada intitolata nell'800 "Via BUSA" (attuale via Oberdan).

Era il 2 Agosto del 216 a. C., ma, in una lezione fatta a Scuola tra i bambini di Classe 5^, ho chiesto l'anno romano: "entro in una casa romana, leggo il Calendario; che anno era?". I bambini dopo riflessioni dicono "ma, non era nato ancora Cristo!". Tracciando così la linea del tempo, come fanno le colleghe di Storia, ritroviamo l'Anno della battaglia dalla Fondazione di Roma del 753 a. C.
Oggi con gli studi di Tito Livio ritroviamo la data, che non vedo comparire nelle note in web.
Lo stesso scrittore romano Eutropio del IV secolo annota nel Breviarium (cap. III, 10): "quingentesimo et quadragesimo anno ab Urbe condita…"; era l'anno 540° dalla Fondazione di Roma . Dobbiamo assumere questa consuetudine aggiunta di studi storici nella Canusium romana, per il rispetto delle fonti e per il confronto tra la Fondazione di Roma e la nascita di Cristo.
Canosa di Puglia, può fregiarsi ed essere fiera di questa storia, di queste radici latine, di questa memoria rifondata e restaurata ob amorem patriae, di questa colonna dedicata nel 1958 al giovane Tribuno Scipione, il cui elmo cantiamo nell'inno d'Italia. Canosa potrebbe continuare ad evocare questo evento che seguì il 2 agosto del 216 a.C. , con un indotto turistico, tra historia latina, coquina romana, officium religiosum, delectamentum latinum e… dialetto canosino.
Come Venosa, sulla vie oraziane, come gli amici tedeschi, potremmo fare in Città, seguendo i certami letterari degli Studenti del Liceo di Canosa, le SEPTIMANAE LATINAE CANUSINAE, che hanno radici virgiliane, italiche ed Europee, come ci hanno attestato i Docenti dell'Università di Oxford e come ci ricorda il prof. Sabino Acquaviva , canosino, Premio Diomede, Sociologo dell'Università di Padova: " Il Latino vive sotto la pelle dell'Occidente".
Scopriamo la nostra pelle canosina! …e grazie al popolo canosino con la Matrona Busa!

maestro Peppino Di Nunno (stylus magistri).
Colonna ScipioneColonna Scipione
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