Stilus Magistri

Mostra dei Cappelli Storici dell’Arma dei Carabinieri

Itinerario di due secoli su cattedre di cimeli e documenti

Nell'ambito del Bicentenario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri, si è svolta, presso il Museo dei Vescovi di Canosa, la Mostra dei Cappelli Storici dei Carabinieri, promossa dalla progettazione storica del maestro Giuseppe Di Nunno, concessa dal Comando Generale dei Carabinieri, interpretata dalla Pro Loco, impreziosita e diretta dal Ten. Elpidio Balsamo della Compagnia di Barletta, con la valente collaborazione del Corpo dei Carabinieri della Stazione di Canosa e dell'Associazione Nazionale dei Carabinieri, con il Presidente di Sezione, Mimmo Porro.
Gli studi dell'Archivio Storico Comunale e dell'Ufficio Storico del Museo di Roma, con la Direzione progettuale del Tenente Balsamo, si sono posati sui tavoli antichi, diventati "cattedre" di storia, in un itinerario che ha interessato i visitatori, dai piccoli, alle Scuole, ai giovani, agli adulti, ai novantenni, commossi nella memoria del vissuto, rievocato dalla mostra.
  • Il Comandante di Stazione
La prima 'cattedra' ha accolto i visitatori con la figura del Comandante di Stazione, che si è radicata nel vissuto del paese e nell'immaginario collettivo, con l'esposizione del registro giornaliero della Caserma, scritto a mano con il pennino ad inchiostro.
  • Fondazione dell'Arma del 1814
Le Regie Patenti con i Cappelli e la Daga, antica arma bianca, nelle radici storiche della "daca spatha" (spada dei Daci), hanno rappresentato il primo periodo dei Carabinieri Reali, "per buona condotta e saviezza distinti" nell'istituzione.
  • Il Pennacchio rosso-blu del 1833
Il terzo tavolo ha riportato il Cappello con lo storico pennacchio rosso-blu del 1833. Prezioso in mostra, il cappello dei Carabinieri Reali di Sardegna. Sono i colori dei drappi fatti sventolare sulla facciata del Museo dei Vescovi, che peraltro coincidono occasionalmente con i colori del gonfalone di Canosa.
  • La bandoliera reale
La bandoliera reale con le iniziali del Re, con la Mantella del Carabiniere a Cavallo, hanno rappresentato le radici storiche della Cavalleria, con stampe e accessori, fino al semplice ma eloquente "campanello di ferro", cui si legavano i cavalli, oggetto di studio con l'apporto degli Uffici del IV Reggimento di Roma, nella conoscenza del lessico del "governo dei cavalli", considerati membri del personale.
Periodo colonialeI Cappelli di colore chiaro hanno evocato il periodo coloniale, dal 1910 al 1940, dove il tributo eroico di sangue della Battaglia di Culqualber, meritò la Medaglia d'oro al valore militare.
  • Nei Secoli Fedele e la Virgo Fidelis
Il motto araldico, "NEI SECOLI FEDELE", evoca anche la figura del Carabiniere Giovan Battista Scapaccino, che venne ucciso da un colpo di fucile nel 1934, fedele, nel grido, alla figura del Re.
Il motto è stato rappresentato dallo stemma araldico dell'Arma, accanto alla bandiera del regno e del Tricolore d'Italia, accanto all'immagine della Virgo Fidelis, Patrona dei Carabinieri.
  • La Lucerna storica sul tavolo della "pagnotta del Carabiniere"
La Lucerna, capello storico dei Carabinieri, è stata posta in mostra, accanto all'omaggio della pagnotta del carabiniere, che a Canosa di Puglia rende omaggio da mezzo secolo al servizio dell'Arma Benemerita, evocando la forma del Cappello; la pagnotta è stata verbalizzata oggi in dialetto, nella voce del popolo, da una poesia accolta nel sorriso da piccoli e grandi.
  • La grande uniforme
L'uniforme storica, con la Feluca della Grande Uniforme, ha concluso l'itinerario della mostra, occasione di storia d'Italia, di comunicazione e socializzazione, di condivisione di valori della Patria, della Legalità e della Democrazia.
L'uniforme storica dei Carabinieri ha reso omaggio alla città e alla Virgo Fidelis nella Santa Messa officiata in Cattedrale da mons. Felice Bacco, nella Domenica dell'11 maggio 2014, con la preghiera del Carabiniere e il Silenzio fuori Ordinanza, dedicato ai Caduti della Benemerita in servizio, con il suono del trombettista della Banda Filarmonica Giuseppe Verdi, diretta dal Maestro Pino Lentini.
Tre anni fa, l'11 maggio 2011, nella Festa della Scuola per l'Unità d'Italia, eravamo presenti con il Progetto "OB AMOREM PATRIAE" e con la delegazione di Canosa, nel Salone dei Corazzieri del Quirinale, nell'incontro con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Quest'anno, l'11 maggio 2014, la ricorrenza è stata evocata e valorizzata dalla Mostra dei Carabinieri.
I Cappelli storici ritornano a Roma, dopo la visita a Canosa di Puglia; dal Comando Generale dei Carabinieri, alla scoperta della Scuderia di Canosa nel corso San Sabino del 1862 del Corpo di Cavalleria dei Carabinieri Reali, alle monografie storiche di Canosa, Corato e Minervino Murge, la storia continua, Maestra di vita e testimone del popolo italiano.

Ob amorem patriae
maestro Giuseppe Di Nunno.

Ringraziamo la collaborazione di Sabino Mazzarella per il servizio fotografico.
(Divieto di riproduzione delle foto).
35 fotoMostra dei Cappelli Storici dell’Arma dei Carabinieri
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