È con vivo interesse che prendo atto di come il lavoro di studio, ricerca e approfondimento tecnicogiuridico, da me svolto per conto del Comitato Cittadino “Canosa Bene Comune”, sia stato ripreso nell’istanza-interpellanza presentata dalla consigliera comunale del Gruppo Misto, Nicoletta Lomuscio. È indubbiamente un segnale positivo quando l’attività della politica locale decide di attingere a percorsi amministrativi complessi per portare all’attenzione delle istituzioni le criticità del territorio.
Tuttavia, per doverosa chiarezza cronologica e trasparenza nei confronti dei cittadini, è opportuno ricordare che il dossier tecnico elaborato da me – incentrato sulla possibilità di accedere ai fondi regionali per i “Siti Orfani” ai sensi dell’art. 250 del D.Lgs. 152/2006 (previo inserimento del sito nel PROGRAMMA NAZIONALE per la bonifica dei SITI ORFANI istituito con il Decreto del Ministero dell’Ambiente n.269 del 29 dicembre 2020 e poi integrato nel PNRR con il Decreto Ministeriale n.
509/2021, tramite inserimento nell’elenco dei SITI ORFANI PRIORITARI) – è stato formalmente depositato dal Comitato già oltre una settimana fa, con una PEC indirizzata al Sindaco, a tutti i Consiglieri e al Prefetto. L’urgenza di ottenere risposte concrete e di informare la cittadinanza sulle reali criticità ambientali del sito era stata inoltre già sollecitata pubblicamente, nei giorni scorsi, attraverso la dettagliata lettera aperta al Sindaco firmata da Rosanna Todisco, membro dello stesso
Comitato. Se da un lato fa piacere constatare la condivisione e l’utilità delle tesi tecniche che ho elaborato, dall’altro preme sottolineare che la gravità della situazione della ex CO.BE.MA. richiede un superamento delle iniziative individuali, che rischiano di rincorrere tardivamente un lavoro già avviato da tempo con gratuità e competenza all’interno del Comitato. La tutela della salute pubblica e la salvaguardia della falda acquifera di Canosa non hanno bisogno di personalismi, ma di atti formali. L’auspicio è che si giunga nel più breve tempo possibile alla convocazione della Commissione Ambiente. Quella rappresenta la sede idonea in cui istituire un
tavolo tecnico programmatico – aperto al confronto con la Provincia e con i contributi tecnici del Comitato – per tradurre finalmente le soluzioni individuate in una mozione concreta da portare al voto del Consiglio Comunale.
Dott.ssa Brigida D’Aulisa
































