Ho guardato con attenzione il video del Sindaco in cui si attribuisce il merito di aver “ravvivato” Corso San Sabino a Canosa di Puglia grazie al regolamento dei dehors. Mi permetto di ricordargli una cosa molto semplice: un regolamento non fa rinascere una strada. Un regolamento concede delle possibilità, ma sono i commercianti, con il loro coraggio, i loro sacrifici e i loro investimenti, a trasformare quelle possibilità in realtà. Se oggi Corso San Sabino è più frequentato, il merito non è di chi si mette davanti a una telecamera a raccontarlo, ma di chi ogni mattina apre la propria attività, paga affitti, dipendenti, tasse e sceglie, nonostante tutto, di continuare a investire a Canosa. L’Amministrazione comunale, in questi anni, cosa ha fatto concretamente per Corso San Sabino? Quante risorse comunali ha investito? La risposta è semplice: nessuna.
Anzi, c’è un’immagine che rappresenta perfettamente questi quattro anni di amministrazione: le panchine rimosse dal corso con la promessa che sarebbero tornate nel giro di poco tempo. Sono passati quattro anni e quelle panchine non si sono più viste.È questa la valorizzazione di uno dei luoghi simbolo della città? Trovo singolare che si rivendichino come successi dell’Amministrazione investimenti che sono stati interamente sostenuti da privati. Se domani un altro commerciante decidesse di aprire una nuova attività, anche quello diventerebbe un merito del Sindaco? Io credo che la politica debba avere più rispetto per chi rischia in proprio. Per questo, anziché distribuire medaglie all’Amministrazione, desidero ringraziare tutti i commercianti di Canosa che continuano a credere nella nostra città, nonostante le tante difficoltà. I commercianti di tutta la città. Ognuno di loro fa la differenza per Canosa, mentre una politica autoreferenziale si appropria dei sacrifici delle persone. E tra i video celebrativi e gli investimenti reali, tra le chiacchiere e i sacrifici veri, i cittadini sanno bene da che parte sta la differenza.
Marzia Bucci– Consigliere comunale “Io Canosa”
































