Caro Sindaco, ho seguito con attenzione la Sua recente esposizione mediatica. Ne apprezzo la disponibilità a comunicare con la cittadinanza, anche se avrei ritenuto ancora più utile un confronto pubblico e diretto con i cittadini, affinché il dialogo potesse essere realmente partecipato.È indubbio che Corso San Sabino a Canosa di Puglia sia tornato a vivere dopo anni di sostanziale abbandono. Questo rappresenta un risultato positivo per l’intera comunità. Tuttavia, ritengo sia doveroso riconoscere che tale rinascita è stata resa possibile soprattutto dal coraggio e dagli investimenti di imprenditori privati che hanno scelto di credere in un’area che per lungo tempo era rimasta priva di attrattiva.È vero che l’Amministrazione ha previsto l’esenzione dal pagamento del canone per l’occupazione del suolo pubblico per cinque anni. Si tratta di una misura certamente apprezzabile, ma che ha riguardato un numero limitato di attività e che, verosimilmente, non ha inciso in maniera significativa sulle casse comunali. È stato un segnale di sostegno importante, ma anche un atto dovuto nei confronti di chi ha deciso di investire assumendosi un rischio. Condivido la soddisfazione nel vedere tanti giovani frequentare il Corso. È un’immagine che restituisce vitalità alla città. Tuttavia, credo sia legittimo chiedersi quale prospettiva intendiamo offrire alle nuove generazioni oltre ai luoghi di aggregazione.
Accanto a uno spritz, a un gin tonic, a una birra o a una serata in compagnia, i nostri giovani hanno diritto a una città che garantisca opportunità, sicurezza e, soprattutto, salute.Ed è proprio sul tema della salute pubblica che desidero richiamare la Sua attenzione. La recente sentenza del TAR sulla vicenda CO.BE.MA. rappresenta un passaggio estremamente delicato. Al di là delle responsabilità pregresse, che certamente non possono essere attribuite alla Sua Amministrazione, oggi è Lei il Sindaco e su di Lei ricade il dovere di assumere decisioni tempestive nell’interesse della collettività. È comprensibile che il Comune possa valutare un ricorso sotto il profilo giuridico-amministrativo. Tuttavia, è altrettanto evidente che ogni ulteriore allungamento dei tempi rischia di tradursi in un aggravamento dei rischi ambientali e sanitari. Il tempo, in questa vicenda, non è un alleato. Mentre scorrono le procedure, continua a incombere il problema del percolato, una delle principali fonti di preoccupazione per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Per questo mi permetto di rivolgerLe un invito: oltre ai necessari adempimenti amministrativi, promuova con urgenza un confronto istituzionale con la Provincia, quale ente competente, e con la Regione, quale soggetto chiamato a sostenere gli interventi attraverso le necessarie risorse economiche. È indispensabile che tutte le istituzioni coinvolte assumano le proprie responsabilità. Colgo inoltre l’occasione per porre due domande che ritengo di interesse pubblico. In passato furono richieste fideiussioni a garanzia del Comune rispetto alla gestione di questa vicenda? E quale destinazione hanno avuto le risorse derivanti dal contributo TEFA, il tributo destinato esclusivamente alla tutela e alla gestione ambientale, versato per anni dai cittadini e trasferito dal Comune alla Provincia? Credo che la cittadinanza abbia il diritto di conoscere con chiarezza le risposte a questi interrogativi.
Signor Sindaco, continui pure a raccontare le buone notizie, che fanno piacere a tutti. Ma accanto ai risultati raggiunti, credo sia altrettanto importante informare i cittadini sulle criticità che interessano il territorio, sulle azioni intraprese e sugli impegni futuri.Mi creda, mi dispiace che una vicenda tanto complessa ricada oggi sulla Sua Amministrazione. Non ne porta la responsabilità originaria, ma ha oggi la responsabilità del presente. Ed è proprio nei momenti più difficili che un amministratore è chiamato a dimostrare capacità di guida, determinazione e senso delle istituzioni. Confido che farà tutto quanto è nelle Sue possibilità per tutelare il bene più prezioso che una comunità possiede: la salute dei suoi cittadini.
Rosanna Todisco

































