Grande attesa per il 3º Caffè Letterario 2026 che avrà luogo a Canosa di Puglia, presso il Museo dei Vescovi, ingresso in via Sicilia n.1, a partire dalle ore 19,30 di sabato 27 giugno. Nell’ambito della rassegna “Quando piovono i libri crescono le idee” , organizzata e promossa dall’Antica Libreria del Corso, in collaborazione con il Museo dei Vescovi interverranno gli autori Antonella Caprio & Franco Caprio del saggio “Red Flag” per ERF Edizioni, presentato al XXXVIII Edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che dialogheranno con il professor Francesco Pastore, in veste di moderatore. Antonella Caprio scrittrice, drammaturga, regista teatrale e insegnante, conduce laboratori di educazione affettiva e sociale in scuole di ogni ordine e grado e scrive articoli giornalistici sui temi dell’istruzione e della cultura. Franco Caprio scrittore, medico dermatologo, autore teatrale e lavora come medico dell’emergenza, pubblicando articoli scientifici su riviste nazionali e internazionali. Insieme hanno già pubblicato i romanzi : “Il segreto del gelso bianco”, nel 2010; “Non c’è cuore”, nel 2014; “Nel silenzio parlami ancora”, nel 2016.
Scritto a 4 mani anche “Red flag”, un saggio sull’educazione affettiva ed emotiva scritto per chi “ancora crede che i sentimenti si possano – e si debbano – allenare.” Il libro attraversa i territori dell’emotività con rigore e passione: dalla grammatica delle emozioni primarie agli stereotipi di genere che le deformano, dall’aggressività come linguaggio appreso alla violenza come scelta, non come destino. Perché la violenza di genere non nasce dal nulla: cresce nell’humus silenzioso di modelli culturali che normalizziamo fin dall’infanzia, nelle aspettative che imponiamo ai corpi e alle identità. “Red flag” parla a giovani, insegnanti e genitori. Li accompagna a riconoscere i segnali: quelli che si ignorano, quelli che si giustificano, quelli che fanno male e si scambiano per amore. Insegna che l’affettività non è debolezza, che il consenso non è negoziabile, che esiste una differenza cruciale tra il sentire e il ferire. Un libro che non predica: racconta, analizza, provoca.“Perché educare all’affetto significa, prima di tutto, imparare a vedersi.” Il volume, pur essendo accessibile e consigliato anche ai lettori più giovani (a partire dai 12 anni), si rivolge in modo trasversale a tutta la comunità in particolare ai genitori, insegnanti ed educatori. Prime anticipazioni che invogliano alla partecipazione al 3º Caffè Letterario 2026 attraverso un programma interessante, ricco di spunti, di confronto e dialogo per riscoprire l’importanza di educare l’affetto.
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