Confronto e dialogo costruttivo al 3º Caffè Letterario 2026 che si è svolto lo scorso 27 giugno a Canosa di Puglia. “RED FLAG ha trovato casa in un luogo straordinario: la grotta del Museo dei Vescovi di Canosa di Puglia. Presentare un libro all’interno di un museo, tra storia e pietra viva, è un’esperienza che resta addosso. Un grazie di cuore al professor Francesco Pastore della Libreria del Corso, per la sua presenza preziosa e le parole con cui ha saputo leggere il libro in profondità. Un grazie speciale agli organizzatori per aver costruito una serata perfetta nell’atmosfera e nell’accoglienza. E grazie, soprattutto, al pubblico di Canosa di Puglia : caloroso, curioso, presente. Il tipo di pubblico che ti fa venire voglia di raccontare ancora. Certe serate non si dimenticano. Questa è una di quelle.” E’ la dichiarazione rilasciata a margine, da Antonella Caprio, autrice insieme a Franco Caprio del saggio “RED FLAG. Come educare i sentimenti per costruire relazioni libere” per ERF Edizioni, presentato per la prima volta nella BAT, nell’ambito della rassegna “Quando piovono i libri crescono le idee”, organizzata e promossa dall’Antica Libreria del Corso, in collaborazione con la direzione del Museo dei Vescovi. A dialogare con gli scrittori, il professor Francesco Pastore che da par suo ha dato quel tocco di eleganza stilistica e profonda conoscenza delle tematiche affrontate sull’educazione all’affettività, “a guardare in faccia ciò che fa male, non per rimanere nel dolore, ma per imparare ad uscirne.”
Scritto a 4 mani, “RED Flag” è un saggio sull’educazione affettiva ed emotiva rivolto a chi “ancora crede che i sentimenti si possano – e si debbano – allenare.” Il libro attraversa i territori dell’emotività con rigore e passione: dalla grammatica delle emozioni primarie agli stereotipi di genere che le deformano, dall’aggressività come linguaggio appreso alla violenza come scelta, non come destino. Perché la violenza di genere non nasce dal nulla: cresce nell’humus silenzioso di modelli culturali che “normalizziamo” fin dall’infanzia, nelle aspettative che imponiamo ai corpi e alle identità. “RED FLAG” tradotto in italiano è “Bandiera rossa” che in ambito relazionale, è un segnale d’allarme, indicativo di una presenza di un potenziale problema all’interno di un rapporto di coppia o nel comportamento di una persona in una convivenza. La “red flag” può emergere in qualsiasi momento di una relazione: alcune volte è presente già dall’inizio, anche se non si sono nota subito, altre può comparire nel prosieguo della stessa. Questo rende estremamente difficile per chi subisce abusi parlarne, in quanto possono subentrare sentimenti di imbarazzo e vergogna per non avere colto i segnali in tempo. Inoltre, spesso la persona abusata pensa che sia solo una fase e che le cose miglioreranno nel tempo , il che può far trascorrere settimane, mesi o anche anni prima che chieda aiuto. Per gli autori il saggio “RED FLAG” è natoda un’urgenza, “ma anche da un atto di fiducia nella possibilità che nominando le cose,cominciamo a trasformarle; che l’educazione non sia solo trasmissione di saperi, ma uno spazio in cui si impara a vivere, a riconoscere e a disinnescare il potere che ferisce”
Il saggio “RED FLAG” di Antonella Caprio e Franco Caprio è rivolto agli adolescenti, ai giovani, agli insegnanti, ai genitori ed in modo trasversale a tutta la comunità per accompagnarei a riconoscere i segnali: “quelli che si ignorano, quelli che si giustificano, quelli che fanno male e si scambiano per amore. Insegna che l’affettività non è debolezza, che il consenso non è negoziabile, che esiste una differenza cruciale tra il sentire e il ferire.” La presentazione di un libro come ‘RED FLAG’, ad una platea attenta, ha significato, tra l’altro, per Franco Caprio : “ seminare idee e pensieri che si spera portino ad far germogliare una generazione di giovani propensi ad un maggior rispetto per se stessi e per il prossimo.” Messaggi chiari ed indicativi per“imparare ad amare, sé stessi e gli altri, non è un talento con cui si nasce, ma una pratica che si impara. Una lingua che si acquisisce, con fatica e con grazia, giorno dopo giorno. Con quell’incertezza fatta di errori e con quella lentezza necessaria per costruire tutte le cose che contano” . Una presentazione diversa dalle altre che ha focalizzato l’attenzione su come riconoscere gli stereotipi di genere e “decostruirli” per favorire relazioni sane, basate sull’uguaglianza, sul rispetto reciproco e sul rifiuto di ogni forma di discriminazione e violenza.











































