Mentre la politica fa la“corsa alla medaglia” nessuno si occupa di chi scappa per cercare un lavoro dignitoso. Negli ultimi giorni il dibattito politico cittadino si è concentrato quasi esclusivamente su una domanda: chi deve prendersi il merito della rinascita di Corso San Sabino? È stata una discussione profondamente riduttiva per tutta la città. Dietro questa storia c’è un grande paradosso: mentre il fine settimana il corso si riempie di canosini e canosine, e di questo ne sono contentissimo, il lunedì, quelle stesse persone affrontano un viaggio più o meno lungo per andare a lavoro. Quella del corso rinato è un’immagine che tutti aspettavamo, io per primo vivo quei locali, quella musica, quelle serate, però poi mi chiedo: perché tanti e tante il lunedì vanno via da Canosa per lavorare? Il diritto di partire per fare esperienze nuove, conoscere altre culture, aprirsi al mondo è sacrosanto, ma non deve diventare un obbligo generato dalla cattiva politica che ha accompagnato Canosa verso la desertificazione economica. Non possiamo essere costretti ad emigrare dalla nostra terra per studiare o trovare un lavoro dignitoso, vogliamo che a tutti e tutte venga garantito il diritto a restare.
Canosa è tra i comuni della provincia BAT che registrano il calo demografico più significativo. Una città che in passato rappresentava un punto di riferimento produttivo ed economico oggi vede aree industriali sempre più svuotate e sempre meno occasioni di lavoro qualificato e dignitoso. Di fronte a questa realtà, sorprende la totale assenza di chi amministra sul campo delle politiche giovanili. Mancano una strategia, una visione e investimenti concreti per creare occupazione, sostenere l’imprenditoria giovanile, favorire il rientro dei talenti e rendere Canosa una città nella quale un ragazzo o una ragazza possano scegliere di restare senza rinunciare alle proprie ambizioni. Il mio non vuole essere un attacco alla rinascita di Corso San Sabino, che considero una buona notizia per tutta la città. Al contrario, è un invito a non fermarsi all’apparenza. La vivacità del fine settimana non può diventare l’alibi per nascondere l’assenza di una strategia politica che guardi al lavoro e ai giovani. Per noi il tema delle politiche giovanili è cruciale, non si può ancora rimandare mentre la nostra città perde menti brillanti, eccellenti competenze, giovani risorse. A noi e al futuro non servono propaganda e medaglie sul petto, piuttosto un impegno concreto. Restare non può continuare ad essere un privilegio per pochi, ma un diritto di tutti e tutte!
Pasquale Alfieri- Segretario Pd Canosa


































