La decisione adottata dalla 123ª Sessione plenaria del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), che rende permanente la riduzione del limite minimo degli steroli per gli oli extravergine ottenuti dalla cultivar Coratina, rappresenta un risultato di grande rilievo per l’intera filiera olivicolo-olearia italiana. Il provvedimento riconosce definitivamente una peculiarità scientificamente documentata: alcune varietà autoctone, come la Coratina e la Nocellara del Belice, possono presentare naturalmente un contenuto di steroli inferiore al limite ordinario senza che ciò comprometta in alcun modo autenticità, qualità o sicurezza del prodotto. Per AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – si tratta di una decisione che rafforza la credibilità del sistema dei controlli, adeguandolo alle reali caratteristiche delle produzioni italiane e rimuovendo un elemento di incertezza che negli anni ha creato difficoltà ai produttori e ai frantoi, soprattutto nella commercializzazione degli oli monovarietali sui mercati internazionali.
“Accogliamo con grande soddisfazione questa decisione del Consiglio Oleicolo Internazionale – dichiara il presidente di AIFO, Alberto Amoroso – perché viene finalmente riconosciuto un principio fondamentale: la qualità non può essere valutata attraverso l’applicazione rigida di parametri che non tengono conto delle specificità naturali delle cultivar. La Coratina è una delle principali varietà dell’olivicoltura italiana e rappresenta un patrimonio di biodiversità, identità territoriale e qualità riconosciuto in tutto il mondo. Oggi questo patrimonio viene finalmente tutelato anche sul piano normativo. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento – aggiunge – al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, al sottosegretario Patrizio La Pietra e a quanti, a partire dall’ICQRF e dalla delegazione italiana degli esperti chimici, hanno sostenuto con competenza e determinazione le ragioni scientifiche e produttive dell’Italia. Il risultato raggiunto dimostra che quando istituzioni, ricerca e filiera lavorano insieme è possibile ottenere norme più aderenti alla realtà produttiva e capaci di valorizzare davvero il patrimonio olivicolo nazionale. Per i frantoi italiani questa decisione significa maggiore certezza normativa, più tutela del lavoro quotidiano e la possibilità di valorizzare senza equivoci produzioni che esprimono l’eccellenza del nostro patrimonio olivicolo. È la dimostrazione – conclude – che la tutela della qualità deve fondarsi sulla conoscenza scientifica delle produzioni e delle specificità dei territori, non su un’applicazione rigida di parametri burocratici”.
Secondo AIFO, il provvedimento costituisce anche un importante precedente per l’intero settore oleario europeo, perché riafferma un principio essenziale: la tutela della qualità deve basarsi sulla conoscenza scientifica delle produzioni e sulla valorizzazione della biodiversità, evitando che parametri tecnici, se non adeguatamente aggiornati, possano trasformarsi in ostacoli alla competitività delle eccellenze agroalimentari. Per questo l’Associazione auspica che il confronto tecnico-scientifico continui anche in futuro, affinché l’evoluzione delle norme internazionali accompagni costantemente il progresso delle conoscenze e garantisca ai produttori e ai frantoi strumenti sempre più coerenti con la realtà delle produzioni olivicole italiane.


































