Leggo con attenzione l’intervento della consigliera provinciale Marzia Bucci e condivido l’importanza degli investimenti previsti per la viabilità, l’edilizia scolastica, la sicurezza delle infrastrutture e la tutela del territorio. Proprio per questo ritengo necessario riportare il dibattito sul piano della verità politica.
È difficile ascoltare oggi appelli alla responsabilità senza porsi una domanda molto semplice: cosa è cambiato rispetto a pochi mesi fa?
A febbraio undici consiglieri provinciali su dodici si dimisero determinando lo scioglimento anticipato del Consiglio Provinciale. Sei sindaci della BAT chiesero pubblicamente le dimissioni del Presidente Bernardo Lodispoto. Il commissario provinciale del PD Dario Parrini parlò della rottura del rapporto fiduciario con il Presidente. Francesco Boccia denunciò una situazione politica non più sostenibile. L’europarlamentare Francesco Ventola chiese apertamente un passo indietro di Lodispoto, ritenendo conclusa la sua esperienza amministrativa.
Questi non sono giudizi dell’opposizione. Sono valutazioni espresse da esponenti del centrosinistra, del centrodestra e da amministratori che per anni hanno condiviso il percorso politico del Presidente della Provincia.
Per questo appare singolare che oggi si chieda al Partito Democratico di archiviare divisioni e contrapposizioni come se nulla fosse accaduto.
La consigliera Bucci, eletta nell’area politica riconducibile al segretario regionale del PD Domenico De Santis e sostenuta dagli amministratori del centrosinistra, dovrebbe spiegare ai cittadini cosa sia cambiato rispetto alle posizioni assunte fino a poche settimane fa dal suo stesso mondo politico. Se fino a ieri Lodispoto non era ritenuto più idoneo a guidare la Provincia, quali fatti nuovi giustificano oggi il ripristino della fiducia? Se esiste un accordo politico, i cittadini hanno il diritto di conoscerne contenuti, condizioni e finalità. Perché la trasparenza non vale soltanto per gli atti amministrativi, ma anche per le scelte politiche. Nessuno è contrario all’approvazione del bilancio o alla realizzazione delle opere pubbliche. Al contrario. Proprio perché sono in gioco decine di milioni di euro destinati a strade, scuole, infrastrutture e sicurezza del territorio, occorre la massima chiarezza. I cittadini non vogliono soltanto vedere partire i cantieri. Vogliono avere la certezza che le risorse pubbliche siano gestite con trasparenza, nel rispetto delle regole e senza accordi costruiti esclusivamente sotto la pressione dell’emergenza politica.
La fretta di chiudere una crisi non può sostituire la necessità di fare chiarezza sulle cause che l’hanno determinata.La verità è che la crisi della Provincia BAT ha un nome e un cognome: Bernardo Lodispoto. La scelta di restare aggrappato alla Presidenza nonostante la perdita di fiducia manifestata da sindaci, consiglieri provinciali e dirigenti politici ha prodotto mesi di paralisi amministrativa e istituzionale, mettendo a rischio proprio quelle opere che oggi vengono richiamate per giustificare accordi dell’ultima ora. Per quanto ci riguarda, il primo atto di responsabilità non è chiedere fiducia a scatola chiusa, ma prendere atto della realtà. Bernardo Lodispoto dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni e consentire alla Provincia BAT di aprire finalmente una fase nuova. Solo dopo le dimissioni del Presidente sarà possibile ricostruire un rapporto di fiducia tra le istituzioni, ristabilire condizioni di serenità politica e garantire una gestione pienamente trasparente degli investimenti e delle opere che i cittadini attendono. Chi oggi invoca responsabilità dovrebbe avere il coraggio di rispondere prima ad una domanda: cosa è cambiato da allora? Finché questa risposta non arriverà, ogni appello all’unità rischierà di apparire come un tentativo di archiviare una crisi senza averne mai affrontato le vere cause.
Vittorio Emanuele Quarta– Consigliere Provinciale BAT – Azione



































