A proposito di Casa di Comunità aperta recentemente a Canosa di Puglia, credo siano doverose alcune precisazioni al fine di evitare strumentalizzazioni il cui fine è quello ovviamente di creare confusione portando acqua verso mulini di farine altrui. Come fu specificato durante un incontro cittadino tenuto dal nostro comitato alla presenza del consigliere regionale Ruggiero Passero, tra le numerose comunicazioni ed interventi, si parlò anche della imminente apertura della Casa di
comunità in Canosa. Ebbene va precisato che dai primi di giugno questa realtà è presente nel nostro comune. Ma come spesso capita, nonostante tutti gli impegni presi, è assicurata in questa struttura la presenza di personale medico specialistico ed infermieristico messo a disposizione dalla stessa USL BAT a gestione regionale. Manca ad oggi la presenza dei medici di famiglia per motivi interni alla categoria di rappresentanza poiché, va precisato che trattandosi di figure professionali a carattere privato in convenzione con la regione puglia, nulla può obbligarli a svolgere il proprio ruolo nella medesima struttura se non vengono chiariti determinate situazioni. Pertanto, ci teniamo a precisare che la regione nel rispetto del PNRR anche se con ritardo ha ottemperato al suo impegno.
Il problema in essere nasce dal clima di disagio che i medici di famiglia stanno attraversando per gli impegni già onerosi che stanno affrontando a causa, tra l’altro, della eccesiva burocratizzazione e sovraccarico di ore di presenza lavorativa senza una chiara definizione di ruoli e servizi da offrire ai cittadini. E qui entriamo in ambito interno alla categoria dei professionisti che si vedono ancora una volta sballottati dai propri studi privati fino alla struttura in essere con scarse informazioni al riguardo.
Quanto detto lo ripetiamo serve come chiarimento, come prima già esposto al fine di non permettere facili strumentalizzazioni. Quindi in conclusione è un problema di natura di rappresentanza di categoria e non di inadempienza, augurandoci che la situazione si risolva al più presto. I cittadini pagano tranne gli evasori, un tributo già oneroso per avere un servizio sancito dalla costituzione e mal tollererebbero una grave mancanza di servizio. Ci sono già pochi medici in attività, molti sono
già in pensione o in via di pensionamento per limiti di età, demotivati da anni di pressioni che già hanno stravolto la concezione di lavoratore sanitario sovraccaricato di oneri molto spesso inutili.
Dott. Fortunato Imbrici-Vicepresidente Comitato Canosa Bene Comune




































