Con una nota congiunta, i sindaci di Andria, Trani, Bisceglie, San Ferdinando, Spinazzola e Canosa di Puglia hanno portato a conoscenza che : «Il presidente della Provincia Barletta Andria Trani, ha convocato di nuovo l’assemblea dei sindaci per il parere sul bilancio di previsione 2026. Ribadiamo, ancora una volta, che non ci sono i presupposti minimi utili a proseguire con serenità ed efficacia l’azione politico-amministrativa e rinnoviamo la richiesta al presidente Lodispoto di prendere atto di questa situazione e conseguentemente di rendere agevole un nuovo corso politico per l’Ente Provincia che ha da raggiungere importanti e attesi obiettivi di miglioramento delle Comunità della sesta provincia pugliese».
Alla nota sono seguite le dimissioni dalla Provincia Bat di undici consiglieri provinciali su dodici che le hanno rassegnate nella mattinata odierna. La comunicazione è stata resa nota nel corso della seduta del Consiglio provinciale in seconda convocazione per l’approvazione del bilancio. La decisione è giunta poche ore dopo dalla scelta del presidente della Provincia e sindaco di Margherita di Savoia, Bernardo Lodispoto, che nella giornata di ieri aveva indetto il rinnovo del Consiglio provinciale, fissando le votazioni in data 12 aprile 2026.
«Siamo di fronte a un caso senza precedenti in Italia: il 99% dei consiglieri provinciali si è dimesso. Undici consiglieri su dodici hanno compiuto un gesto di grande responsabilità politica, certificando in modo inequivocabile il fallimento dell’attuale amministrazione provinciale». Ha dichiarato il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia della BAT ed europarlamentare Francesco Ventola, dopo le dimissioni avvenute questa mattina. «Il bilancio non è stato approvato, i sindaci del territorio hanno chiesto da tempo e in modo ufficiale le dimissioni del presidente, senza mai ricevere risposta. Siamo l’unico caso in Italia in cui il presidente della Provincia, che è anche sindaco di Margherita di Savoia, resta letteralmente sigillato alla poltrona, come fosse un tutt’uno con essa, senza rendersi conto dei gravi danni e delle inefficienze prodotte sotto la sua direzione politica. Quanto accaduto – prosegue Ventola – va ben oltre la normale dialettica politica. Se coloro che lo hanno eletto presidente all’unanimità oggi si dimettono e chiedono che faccia altrettanto, si tratta di una questione di orgoglio e di dignità istituzionale. È un atto dovuto verso un territorio che ha diritto di autodeterminarsi e di uscire da una fase di stallo che sta penalizzando cittadini ed enti locali». «Auspichiamo un sussulto di orgoglio da parte del presidente Lodispoto – conclude Ventola – affinché rimetta nelle condizioni questo territorio di voltare pagina. Serve un atteggiamento diverso, responsabile, che tenga conto della realtà politica e amministrativa che oggi è sotto gli occhi di tutti».



































