L’11 Febbraio 2026 nella ricorrenza della XXXIV Giornata Mondiale del Malato, istituita nel 1992 da Papa Giovanni Paolo II, abbiamo seguito a TV 2000 la Santa Messa in diretta da Lourdes, dalla Grotta di Massabielle (roccia antica) celebrata da Padre Nicola Ventriglia, che ha anche comunicato il messaggio di Papa Leone XIV. Il messaggio indica “la compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”, nell’invito a farsi prossimo a chi soffre. valorizzando la “dimensione sociale” della compassione e della cura degli ammalati. L’immagine ufficiale della CEI rappresenta un dipinto che ci commuove e ci educa e ci invita alla lettura con l’artista. L’abbiamo ricevuta di sera a letto il 9 febbraio dalle mani benedicenti di Don Nicola Fortunato, mio Assistente spirituale domenicano e vogliamo farne lettura nelle radici di arte sacra. L’immaginetta porta sul retro la fonte che leggiamo con lente di ingrandimento: Pelegrì Clavé i Roquer, El bon Samarità (1838) , Reial Acadèmia Catalana de Belles Arts de Sant Jordi, Barcelona.
E’ un noto dipinto del pittore spagnolo Clavé (1913-2005), un olio su tela di cm. 187 in altezza e di cm. 241 in larghezza . Che si ispira alla parabola evangelica di Luca (10, 33) nell’insegnamento di Gesù a farsi prossimo anche da uno “straniero” come il Samaritano, personaggio della Samaria, regione centrale della Palestina. Il dipinto riporta sullo sfondo le mura di Gerusalemme nel viaggio scritto nel Vangelo da Gerusalemme e Gerico, dove un viandante innocente viene aggredito da briganti e ferito. Il dipinto ritrae dietro l’asino il levita che passa e resta indifferente. Il buon Samaritano lo vede, si ferma, si muove a compassione, lo soccorre, gli fascia le ferite e lo accompagna all’ostello, addebitando a lui il conto della cura. Il Samaritano raffigurato con turbante, copricapo rosso, ad indicare un uomo dell’Oriente antico, con diversità culturale e religiosa; il copricapo è tipico anche nell’ambiente biblico (es. Nicodemo).
Ci stupisce nella spiritualità dell’arte, non casuale, la postura e l’espressione del viandante ferito e moribondo, che prefigura il Cristo, ignudo, innocente, umiliato e percosso prima della Crocifissione, a voler indicare che aiutare il ferito è aiutare il Cristo, come ammaestra il Vangelo.
Vogliamo nella lettura anche leggere il testo in latino della Vulgata di S. Girolamo nel Vangelo di Luca per comprendere mglio il lessico della “compassione” del Buon Samaritano.
Lucas in cap 10, 32 e 33.
32 similiter et Levita cum esset secus locum et videret eum pertransiit
Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.
33. Samaritanus autem quidam iter faciens venit secus eum et videns eum misericordia motus est
Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione.
Dunque è il sentimento umano e divino della “misericordia” , tradotto in “compassione” che non signfica compatimento, ma “cum-passio”, “cum patior”,, “portare il dolore dell’altro” come evoca Papa Leone XIV nel messaggio scritto anche sul retro dell’immaginetta di arte sacra.
Leggiamo insieme la preghiera del Malato nella Giornata del 2026 a cura della Pastorale della CEI
Me l’ha letta a letto Don Nicola Fortunato.
Signore Gesù, buon Samaritano,
Tu versi sulle nostre ferite
l’olio della consolazione
e il vino della speranza.
Vieni incontro a noi sofferenti
perché facciamo esperienza
della tua misericordia che consola.
Sostieni con il tuo santo Spirito tutti i curanti
perché rallentino il loro passo,
e riconoscano le necessità dei fratelli.
Rendi i nostri cuori capaci di tenerezza
e donaci la forza di tendere le mani
a quanti soffrono nel corpo e nello spirito.
Amen
Sia lode alla Vergine Immacolata Concezione di Lourdes co le mani giunte di Santa Bernadetta
Giuseppe Di Nunno


































