“Con l’arrivo di un’estate sempre più precoce e torrida, centinaia di studenti, docenti e personale ATA della nostra provincia sono costretti a operare in aule che superano sistematicamente le soglie di temperatura previste dalla legge, trasformando gli ambienti scolastici in vere e proprie fornaci. Non ci sembra che questa sia la migliore delle situazioni possibili né per l’apprendimento e neanche per il lavoro”. La denuncia è di Angela Dell’Olio, segretaria generale della Flc Cgil Bat commentando i recenti dati nazionali che certificano come solo il 7,4% degli edifici scolastici in Italia sia dotato di impianti di climatizzazione. Una fotografia drammatica che trova riscontro anche nel territorio della sesta provincia pugliese, dove il patrimonio edilizio scolastico – spesso datato – non è minimamente attrezzato per fronteggiare le nuove emergenze climatiche.“Le dichiarazioni ministeriali che parlano di scuole moderne e climatizzate grazie al PNRR appaiono purtroppo distanti dalla realtà quotidiana dei nostri istituti”, prosegue Dell’Olio. “Siamo di fronte a un’occasione perduta: il PNRR avrebbe dovuto colmare i divari territoriali e modernizzare le infrastrutture, e, invece, ci ritroviamo con cantieri a rilento e fondi non spesi. In particolare nel Sud, e nella nostra Bat, il rischio è che il divario con le altre aree del Paese si allarghi ulteriormente, lasciando il nostro personale e i nostri ragazzi in strutture inadeguate, mentre si continua a promuovere, senza le dovute garanzie, un ‘Piano Estate’ che ignora le condizioni critiche in cui le scuole si trovano a operare. E non bisogna dimenticare, poi, le scuole dell’infanzia, dove si rimane in classe fino al 30 giugno, anche se con uscita anticipata perché il servizio mensa è garantito fino alla fine di maggio, impossibile rimanere in aula fino alle 16 quando fuori ci sono 35 gradi”.
Per la Flc Cgil Bat il tema è assolutamente politico: “Non si può parlare di diritto allo studio o di qualità della didattica se non si garantisce, innanzitutto, il diritto alla salute e alla dignità. Non è accettabile che altri spazi siano correttamente climatizzati e le scuole no. Ci sono interventi da prendere non più procrastinabili, per esempio un piano straordinario di adeguamento climatico, ovvero risorse dedicate specificamente alla climatizzazione e all’efficientamento energetico degli edifici scolastici della provincia. Serve anche l’estensione esplicita alle aule scolastiche delle norme vigenti sulla tutela della salute nei luoghi di lavoro, con controlli effettivi e non meramente formali e un monitoraggio costante delle temperature nei mesi di maggio e giugno, con la previsione di protocolli di intervento immediato al superamento delle soglie di stress termico. La civiltà di una collettività si misura da quanto valorizza il proprio futuro. – Conclude Angela Dell’Olio – Per questo noi chiediamo agli Enti Locali e alle istituzioni regionali e provinciali un effettivo cambio di passo, non possiamo attendere ancora altrimenti ci ritroveremo esattamente tra un anno a denunciare, ancora una volta, la sofferenza di chi vive la scuola durante i mesi estivi”,


































