“Le foreste italiane rappresentano una ricchezza ambientale, economica e sociale fondamentale per il nostro Paese. La filiera legno-energia nasce dal bosco e dalla sua pianificazione: attraverso una gestione forestale sostenibile è possibile valorizzare il patrimonio forestale, prevenire incendi e dissesto idrogeologico e generare occupazione nelle aree montane”. Lo afferma il Presidente dell’ Associazione Italiana Energie Agroforestali(AIEL), Marco Bussone, alla vigilia della Giornata internazionale delle Foreste, in calendario il 21 marzo. “Proprio dal bosco gestito in modo responsabile – sottolinea Bussone -si ottengono i biocombustibili legnosi, risorse rinnovabili che oggi più che mai offrono una risposta concreta al caro energia. Essi costituiscono uno strumento formidabile nel percorso verso l’indipendenza energetica, la decarbonizzazione e la sicurezza degli approvvigionamenti, soprattutto in una fase storica in cui le fonti fossili mostrano tutta la loro debolezza strutturale.” Scegliere filiere legnose locali, sostenibili e tracciate significa prendersi cura dei boschi, mantenerli sani, più resilienti ai cambiamenti climatici e capaci di continuare a garantire benefici ambientali e sociali alle generazioni future. “AIEL è questo – evidenzia il Presidente Bussone – risposta efficace alla crisi climatica ed energetica”.
Negli ultimi decenni i boschi italiani sono cresciuti in modo significativo: la superficie forestale è raddoppiata negli ultimi 50 anni (+100%) e ha registrato un ulteriore incremento del 5% solo nell’ultimo decennio. Oggi le foreste coprono circa 11 milioni di ettari, pari al 40% dell’intero territorio nazionale. Ma questi ultimi non sono necessariamente dei dati positivi. La crescita della superficie forestale nell’ultimo mezzo secolo è frutto di un progressivo abbandono delle attività economiche nei territori montani e interni legate all’agricoltura, alla zootecnia e alle utilizzazioni forestali. Ed è un peccato perché sono numerose le ricadute positive che lo sviluppo della filiera legno-energia può avere sui territori sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista sociale. Nonostante l’ampia estensione, infatti, solo il 15% delle superfici forestali è interessato da piani di gestione forestale. Il prelievo di legno rimane infatti contenuto: in Italia si registra un prelievo forestale medio annuo di 15,4 milioni di metri cubi, di cui 10,8 milioni destinati a legna da ardere, pari al 70% del totale. Il tasso di prelievo forestale annuo nazionale si colloca tra il 18% e il 37%, un valore nettamente inferiore alla media europea, dove il tasso medio di utilizzo delle foreste raggiunge il 73%.

































