Domenica 22 e lunedi 23 marzo siamo chiamati a votare per una Riforma Costituzionale voluta fortemente dal Governo senza provare a discutere con la opposizione. Tanto rumore, tante sbavature, tanta confusione indotta nella mente di chi deciderà di votare ed io spero che saremo in tanti anche se stanchi di una Politica spesso lontana dai veri bisogni dei cittadini. Non essendo nè politico, nè uomo di legge, ho preferito studiare per poter fare una scelta serena nel chiuso dell’urna elettorale .
Ho trovato delle risposte; anzitutto questa riforma non tocca nemmeno uno dei tanti problemi della giustizia, il cittadino continua ad essere solo rispetto alla lentezza cronica dei processi civili e penali. La proposta non aiuta chi in carceri sovraffollate sconta la pena e spesso si ammazza o violentemente si ribella, non propone un aiuto al sottodimensionamento della polizia penitenziaria , non risolve i problemi di corruzione e concussione negli ambiti di interfaccia con la giustizia .
Ho capito che con la separazione delle carriere di Pubblico Ministero e Giudice stiamo spaccando la Magistratura ed anche il magistrato sanzionato che oggi può adire alle Sezioni Unite della Cassazione, se la riforma fosse approvata, sarebbe solo innanzi alla costituenda Alta Corte di Giustizia dove la guida è essenzialmente politica .Ho il serio dubbio che la Politica voglia assoggettare la figura del Pubblico Ministero, che rischia di diventare rispettoso esecutore di direttive del Guardasigilli .
Non sapendo dare risposta a tutto questo rumore, di cui la nostra Italia in tempi di guerra non aveva alcuna necessità ,sono andato a rileggermi gli Atti della Assemblea Costituente del 27 novembre 1947 . I dubbi di ieri erano quelli di oggi : il pericolo che la Magistratura diventi un “quarto potere , uno stato nello stato” . Mi sono risuonate in mente le fiere motivazioni della Signora Meloni , Presidente del Consiglio .
Il NO di Piero Calamandrei fu secco e motivato e credo sia opportuno che tanti rileggano politici e non quella bella pagina della neonata Repubblica. La Magistratura deve essere indipendente ma legata alla Nazione, senza che la indipendenza diventi un privilegio, la indipendenza deve essere solo una garanzia per i cittadini .
Perchè il cittadino sia libero ,il Magistrato deve essere indipendente. Il Pubblico Ministero non deve essere avvocato per l’accusa, deve essere magistrato che deve cercare la verità, la stessa che il giudice cerca nel dibattimento processuale .
Pubblico Ministero e Giudice sono entrambi Magistrati che non devono servire altro padrone se non la legge, garanzia di uguaglianza per tutti i cittadini .
Il grande padre della Costituente Piero Calamandrei(1889 – 1956) mi ha convinto .
Io voterò NO ed invito voi cari miei lettori a votare secondo coscienza , dimenticando le tante falsità circolate, i cattivi comportamenti mostrati. Vi prego non disertate le urne .
Nunzio Valentino



































