| L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di decessi legati alla crisi climatica: lo ha ricordato ieri ANBI, in una nota diffusa in coincidenza con la giornata dedicata alle vittime del clima estremo. Non è un dato isolato. Il Po è sceso a circa 300 metri cubi al secondo, un terzo della portata media estiva. In Piemonte il tavolo per l’emergenza idrica si è riunito nei giorni scorsi a palazzo della Regione, mentre le sigle agricole locali chiedono chi un tavolo regionale permanente, chi l’uso di ogni risorsa disponibile per accelerare gli interventi irrigui. Si stima già un calo della produzione di latte fino al 20% e perdite di resa che per il riso possono arrivare al 30%; E c’è chi parla di un conto per l’agricoltura italiana superiore a 1,5 miliardi di euro. A questo si sommano gli incendi: 9.000 ettari bruciati nell’ultimo mese, con la Puglia tra le aree più colpite.Dietro questi numeri, dietro gli ettari irrigati d’urgenza con settimane di anticipo sul calendario e gli ettari difesi dal fuoco, spesso ci sono le imprese agromeccaniche. Sono i loro mezzi a percorrere in questi giorni più ore, più chilometri e più campi del previsto, per garantire le irrigazioni di soccorso che gli agricoltori stanno chiedendo con urgenza crescente. È un lavoro che si aggiunge, non si sostituisce, a quello ordinario — e che si traduce, prima di tutto, in un consumo di gasolio agricolo molto superiore alla programmazione stagionale.Condividiamo pienamente l’allarme che sta arrivando dalle organizzazioni agricole: la siccità è un’emergenza di tutto il sistema, non di una parte sola. Ma chi sta materialmente rispondendo a questa emergenza sui campi, con i propri mezzi e a proprie spese, sono le imprese agromeccaniche. E restano, ancora una volta, l’unico anello della filiera escluso dal credito d’imposta sul gasolio agricolo” — dichiara Aproniano Tassinari, presidente di Uncai. Un’esclusione che l’emergenza rende più difficile da giustificare. UNCAI ricorda che il DM 454/2001 individua esplicitamente le imprese agromeccaniche tra i soggetti autorizzati all’uso del gasolio agricolo agevolato. Nonostante questo, il Governo ha deciso di escluderle dal credito d’imposta introdotto per sostenere il settore di fronte al caro-carburanti. La Sicilia, includendo le imprese agromeccaniche nel proprio fondo regionale di ristoro, ha già mostrato che una soluzione diversa è possibile.Un’emergenza climatica che impone di lavorare più a lungo, con mezzi più pesanti, su turni non programmati, è la prova più concreta di quanto questa esclusione sia insostenibile: più aumenta la pressione sull’agricoltura, più aumenta — proporzionalmente — quella sulle imprese che la tengono in piedi dal lato operativo.Chiediamo che, nella definizione delle misure straordinarie per l’emergenza siccità, il Governo tenga conto anche di chi sta consumando gasolio per rispondere a questa crisi sul campo. Non è una richiesta ulteriore –conclude Tassinari– rispetto a quella che portiamo avanti da mesi: è la stessa richiesta, resa oggi più urgente dai fatti della vera agricoltura”, |