Acque agitatissime nel commercio ambulante di Puglia. Gli oltre 15mila ambulanti della regione hanno perso la pazienza e si dicono sotto attacco per una serie di concomitanze che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle piccole imprese in un pauroso clima d’indifferenza generale. A parlare è il Presidente di CasAmbulanti-UniPuglia, il sindacalista Savino Montaruli che, di fronte ad una tensione mai registrata prima d’ora, dichiara: “la politica si è coalizzata con le amministrazioni locali e con tutti coloro che convivono in uno stato di allineamento e di policollusione silente per distruggere anche questo comparto storico: ci stanno riuscendo alla grande! Il prezzo del gasolio al self ha abbondantemente superato i due euro; in Spagna nelle stesse ore non va oltre 1 euro e 60 centesimi. Ciò sta aggravando in modo esponenziale le difficoltà economiche degli ambulanti alimentando un clima di tensione sociale che ben presto proprio quella politica matrigna e quel mondo policolluso si troveranno ad affrontare pesantemente. Non solo il costo dei carburanti ma anche i comuni, gli enti locali, le amministrazioni e i sindaci che con le loro giunte fanno da avvoltoi in un clima che comporta conseguenze occupazionali drammatiche di cui pare se ne interessino poco o nulla. Dopo il caso di Andria, dove le manifestazioni fieristiche e la festa patronale, a causa degli elevati costi di partecipazione e di tassazione locale, hanno visto un pauroso calo di partecipazione degli operatori, il dato a livello regionale è drammatico: oltre il 40% degli Ambulanti fieristi non presentano più le istanze di partecipazione e questo è un colpo durissimo che si ritorce anche contro quegli stessi amministratori comunali che, stoltamente, non si rendono conto che le loro vessazioni portano anche alla conseguenza di ridurre le entrate per le casse comunali. Un atteggiamento masochistico irragionevole, oltre che le loro dirette responsabilità per la distruzione economica, storica e sociale delle città e delle loro tradizioni più antiche. Le difficoltà rappresentate sono state oggetto di discussione nel recente incontro che ho avuto in Regione con l’Assessore regionale Eugenio Di Sciascio che, unitamente al Presidente Decaro, invito a convocare con immediatezza il Tavolo di Crisi istituito” – prosegue Montaruli : “non c’è più tempo da perdere; gli ambulanti sono pronti a fermare i furgoni perché non hanno più risorse economiche e perché i costi per l’esercizio delle attività sono aumentati in modo pauroso quindi insostenibili. Quello che è accaduto nel comune di Ruvo di Puglia è di inaudita gravità: un comune che per la partecipazione a delle semplici e modeste feste o addirittura festicciole parrocchiali ha aumentato del 460%, quindi di quasi cinque volte, quelli che ha definito ‘Diritti di segreteria’ e ‘Diritti amministrativi’. Parliamo di centinaia di euro da pagare, con l’aggravante che l’importo quintuplicato viene richiesto per la partecipazione a ciascuna delle feste, anche parrocchiali. Questo ha significato un salasso ai danni dei fieristi che sono stati costretti a sottoporsi a questa becera vessazione pur di poter lavorare, mentre moltissimi altri hanno rinunciato a sostenere costi di tale portata che si aggiungono a quelli di istruttoria dell’invio delle istanze, marche da bollo, canone di occupazione suolo pubblico, ecc.. Non so con quale spirito la giunta comunale di Ruvo di Puglia si sia seduta ed abbia deciso questa mannaia per gli ambulanti che, a parole, afferma di voler tutelare. Alla faccia della tutela! E se avessero voluto penalizzarli cosa avrebbero deciso? Di far pagare mille euro per andare a prendere la calura dei 40 gradi senza incassare un solo euro? L’indignazione, la rabbia e soprattutto l’umiliazione di assistere a questi atteggiamenti mostruosi e persecutori è diventata insopportabile. Si sta alimentando una tensione sociale – conclude Montaruli– che questi soggetti ben presto si troveranno a dover gestire pesantemente. Allora verranno a cercarci ma forse non ci troveranno più, visto quello che stanno combinando a nostra insaputa ed in modo autoritario ed autoreferenziale, talvolta in modo addirittura illegittimo”

































