Sento il dovere di replicare alla nota dell’Assessore al Welfare del Comune di Canosa, Dott.ssa Petroni Mariangela per meglio evidenziare la mia critica e contestazione all’adozione di una misura meritoria e di buona amministrazione ma che tuttavia presenta lacune e contraddizioni. Nei dettagli, la misura doveva essere istruita per il tramite degli uffici socialità con largo anticipo e non all’ultimo momento con la pubblicazione di un articolo che è apparso avere solo scopi propagandistici. Lo scorso anno la scrivente in qualità di consigliera di minoranza aveva protocollato una precedente richiesta “Una Giostra per Tutti” in prossimità della festa patronale-non avendo ricevuto mai alcun riscontro, ha replicato la stessa richiesta anche per questa annualità (c’era un intero anno per reperire le risorse e istruire nel modo opportuno le pratiche). Il sistema di potenziamento dei servizi sociali invita a non lasciare sole le famiglie chiedendo all’assessorato in questione la realizzazione di progetti ed interventi. Ed infatti tanti sono i servizi e gli interventi a valenza anche di Ambito Territoriale (Canosa è capofila insieme a Minervino e Spinazzola) e non solo di Bilancio Comunale che possono essere attivate come: il Sostegno familiare-proroga 2026-A.D.1039-2023; il Progetto sperimentale per la prevenzione del disagio adolescenziale; Intesa famiglia; Officine pomeridiane. L’offerta dei servizi alla persona va ulteriormente consolidata ampliata e potenziata. Le saranno certamente note le Disposizioni attuative del Fondo Speciale di Equità Livello dei Servizi previste dall’art.1 comma 380 lett. b della legge 24 dicembre 2012 n.228 istitutiva nello stato di previsione del Ministero dell’interno del Fondo di solidarietà comunale FSC e specialmente l’art.1 comma 449 della legge 11 dicembre 2016 n.232 che disciplina le modalità di riparto del Fondo. Personalmente ritengo che sia necessario perseguire il raggiungimento di tali obiettivi di servizio per la funzione sociale 2026. Sono certa che molti servizi vengono attuati dall’Assessorato de quo e tuttavia le sacche di disagio sociale specie quelle invisibili meritano una maggiore attenzione e poca propaganda (per la delicatezza del tema) da entrambe le parti, la Sua e anche la mia!
Avv. Nicoletta Lomuscio- Consigliera comunale di Minoranza


































