Il disavanzo della sanità pubblica italiana e i tagli strutturali non hanno una sola bandiera politica, ma presentano oggi un conto salatissimo ai cittadini. È un dato di fatto che dovrebbe imporre silenzio, responsabilità e un’analisi seria a tutte le forze politiche, prima ancora di sventolare i vessilli di partito. La Puglia registra un buco di bilancio da centinaia di milioni di euro, ma sarebbe ipocrita nascondersi dietro alle colpe di un solo schieramento: le macro-regioni del Nord convivono
da anni con liste d’attesa bloccate, così come i modelli assistenziali di Calabria e Sicilia mostrano criticità profonde e strutturali. La verità è che il Servizio Sanitario Nazionale è stato impoverito da decenni di gestioni trasversali, dove destra e sinistra si sono alternate nelle accuse dimenticando, troppo spesso, le proprie responsabilità programmatorie.
Mentre la politica si divide sui colpevoli anziché unirsi sulle soluzioni, il cittadino paga due volte: la prima con le tasse, la seconda rinunciando a curarsi o indebitandosi per una visita privata. A subire gli effetti di ospedali svuotati e pronto soccorso al collasso è anche il nostro personale sanitario, ridotto a turni massacranti in territori progressivamente abbandonati. L’affondo sull’IRPEF: oltre al danno, la beffa In questo scenario già drammatico, si inserisce l’ennesimo colpo ai danni dei contribuenti: l’aumento dell’addizionale IRPEF. Come comitato civico Canosa Bene Comune, riteniamo questo incremento politicamente illegittimo e profondamente ingiusto. È inaccettabile che si chiedano ulteriori sacrifici economici ai cittadini per coprire i buchi finanziari generati dalla mala gestione della sanità. Si tratta di un vero e proprio sopruso fiscale che va a gravare sulle tasche delle famiglie senza garantire, in cambio, alcun miglioramento dei servizi.
Non ci interessa il teatro dei rimpalli di responsabilità; ci interessa sapere quale futuro attende i presidi sanitari del nostro territorio e come si intenda garantire assistenza dignitosa ai canosini. Il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, non può trasformarsi in una promessa tradita o in una scusa per aumentare le tasse.
Chiediamo pertanto alle istituzioni locali e regionali l’apertura immediata di un tavolo di confronto trasparente sulla sanità territoriale e una revoca immediata di provvedimenti fiscali punitivi come l’aumento dell’IRPEF. Quando crolla la sanità pubblica non perde un partito: perde l’intera comunità.
Comitato Canosa Bene Comune


































