Il giardino pubblico è sfuggito alla manutenzione dell’Ente? Nessun problema: arriva il volontario di turno, comune cittadino armato di senso civico e buona volontà, ed ecco che, oplà, tutto torna lindo, ordinato e pronto all’uso. Una favola moderna, quasi commovente. Ma, ironia a parte, forse stiamo esagerando con il lieto fine fai-da-te. Perché se è vero che la partecipazione dei cittadini è una ricchezza, è altrettanto vero che non dovrebbe diventare una toppa sistematica a ciò che non funziona. Un occhio più attento alla città, quello sì, non guasterebbe affatto. Anzi. Basterebbe un semplice giro ricognitivo, senza neanche bisogno di lenti d’ingrandimento: ci sono strade periferiche dove l’erba supera con disinvoltura il mezzo metro, trasformando marciapiedi e bordi strada in piccole savane urbane.
Suggestivo? Forse. Decoroso? Decisamente no. Più che incuria poetica, qui si parla di disattenzione verso il bene pubblico. E poi c’è Piazza Terme. Sì, proprio la piazza centrale, il biglietto da visita della città di Canosa di Puglia. Oggi lasciata un po’ a se stessa, con un aspetto a dir poco indecoroso e, cosa ben più seria, con marciapiedi dissestati che rappresentano un rischio concreto per chi la attraversa. Qui non basta nemmeno il volontario eroico: servono interventi veri, puntuali, strutturati. E allora sì al cittadino attivo, sì alla collaborazione, ma senza dimenticare che la cura della città non può basarsi sulla buona sorte di incontrare qualcuno con il decespugliatore o una scopa in mano. Il decoro non può e non deve essere un miracolo occasionale: è il risultato di attenzione costante, responsabilità condivisa e, soprattutto, presenza. Perché una città curata non nasce per caso. E nemmeno per “oplà”
Comitato Canosa Bene Comune



































