Con la benedizione di don Antonio Turturro ha avuto inizio la manifestazione, dal titolo “Il gelso: un albero che accoglie, una terra che racconta”, nell’ambito della IX Edizione della“Settimana della Biodiversità Pugliese–Agricoltura, Alimentazione e Ambiente” , che ha avuto luogo all’interno del Parco Archeologico del Battistero di San Giovanni, nella mattinata dello scorso 5 giugno a Canosa di Puglia. Sotto la folta chioma del gelso colmo di frutti si sono svolte le attività storiche-culturali programmate con gli interventi delle autorità cittadine tra le quali l’Assessore alla Cultura Cristina Saccinto, la consigliera comunale con delega all’agricoltura Lucia Masciulli e la consigliera comunale Antonia Sinesi, anche in veste di moderatrice : “Siamo riuniti per celebrare un albero che da secoli accompagna la storia della nostra terra e che ancora oggi rappresenta un prezioso patrimonio ambientale, agricolo, culturale e identitario. Il Gelso di Canosa di Puglia non è soltanto una pianta. È memoria, è paesaggio, è tradizione. È un albero che racconta il lavoro delle famiglie contadine, la vita delle campagne, il passaggio dei viaggiatori a piedi lungo i cammini e il legame profondo tra l’uomo e la natura. Questa iniziativa nasce dall’incontro tra 4 elementi fondamentali del nostro territorio: Ambiente, Archeologia, Agricoltura, Accoglienza. Ben 4 dimensioni con l’A maiuscola che nel Gelso di Canosa di Puglia, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale trovano una sintesi perfetta. Siamo qui per conoscere meglio un albero speciale, che ha visto passare generazioni di uomini e donne, viandanti e pellegrini, archeologi, guide turistiche, contadini e quest’oggi anche alunni e docenti della locale scuola primaria “M.Carella” . Un albero che ha offerto ombra, ristoro, frutti e lavoro e che continua ancora oggi a raccontarci una storia straordinaria. Per secoli il gelso è stato parte integrante del paesaggio pugliese. Le sue foglie alimentavano il baco da seta e sostenevano l’economia rurale, mentre i suoi frutti accompagnavano l’estate di grandi e piccoli. Oggi il Gelso di Canosa di Puglia è di tutta la comunità, – ha concluso Antonia Sinesi – a testimonianza del suo valore storico, culturale, agricolo, ambientale e turistico.”
Mentre, lo scrittore Franco Caprio, invitato per l’occasione, ha tra l’altro dichiarato: “È stato un piacere, nonché un onore, presiedere alla consacrazione del gelso quale Prodotto Agroalimentare Tradizionale in quel di Canosa di Puglia, ove il nostro primo romanzo ‘Il Segreto del Gelso Bianco’ è stato scelto quale supporto storico-culturale all’iniziativa. Valore aggiunto all’evento è stata la vivace partecipazione degli alunni della scuola primaria che con inaspettata curiosità ed interesse hanno seguito le letture di poesia e narrativa a tema ‘gelso’. Un grazie a tutti gli organizzatori e in particolare all’Assessore alla cultura Cristina Saccinto, alla Consigliera Comunale Antonia Sinesi per l’organizzazione dell’evento all’ombra dei gelsi in un parco archeologico”.
Sulla stessa onda le dichiarazionidell’autrice Giusy del Vento “Un onore e un piacere partecipare all’evento riguardo al gelso di Canosa di Puglia. Insieme alle scuole, ai bambini, agli insegnanti, anche a tanti rappresentanti delle istituzioni e della cultura, tra cui poeti, scrittori, giornalisti. Questo evento per me è stato importante perché resta una testimonianza storica del nostro territorio e di ciò che è Canosa, è stata in passato ed è ancora oggi già proiettata nel futuro davanti ai piccoli studenti. Perché come ho già detto e scritto in precedenza, la storia non è solo quella fatta dai grandi uomini, di guerre, di eventi importanti, la storia è anche fatta dalla gente comune. Dagli usi quotidiani, dalle tradizioni e dal cibo che accompagna la vita di tutti i giorni. Il gelso è stato un frutto sempre presente sulle tavole dei nostri padri, dei nostri nonni, dei nostri avi fino alle epoche più remote. È giusto quindi custodirli e farne capire il valore anche alle nuove generazioni. Naturalmente, questi riconoscimenti non vengono da soli. Ma derivano dalle intuizioni, dal lavoro, dalla volontà di chi le ha rese possibili e ringrazio personalmente tutti.”
L’evento “Il gelso: un albero che accoglie, una terra che racconta” ha visto la presenza attiva di “interlocutori privilegiati”, gli alunni della scuola primaria “Carella” che hanno ascoltato le poesie a tema di Cinzia Sinesi e Leonardo D’Aulisa, le testimonianze di Maria Marchetta e Michele Cirillo e la lettura della missiva a firma dell’ingegnere Nunzio Valentino, autore del libro “Il gelso bianco di casa mia”, indirizzata alle future generazioni: “non perdete il valore dei valori base, trovate un vostro personale albero e conquisterete nel silenzio della natura, disturbato dal fruscio tra le foglie del vento il significato vero di una vita che merita, malgrado le difficoltà, di essere vissuta in pace ,nel rispetto del proprio prossimo e della natura.” La biodiversità vegetale, sia nelle piante coltivate come i gelsi di Canosa di Puglia nei parchi archeologici lungo la Via Appia(Patrimonio dell’UNESCO) e Via Francigena che in quelle selvatiche, costituisce la base dell’agricoltura, consentendo la produzione di frutta e al contempo contribuisce alla qualità della vita e della salute dell’uomo nell’intero pianeta.
Foto a cura di Giuseppe Beltotto
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