Al M° Giuseppe Lentini è stato conferito il titolo onorifico “Segno di Pace” nell’ambito della terza edizione del Premio Nazionale «Segni di Pace» in opposizione alla guerra quale soluzione ai conflitti. “Per l’alto valore umano, civile e culturale della sua testimonianza” è la motivazione significativa della benemerenza per il M° Pino Lentini, musicista eclettico e titolare della cattedra di clarinetto presso il Conservatorio di musica “L. Perosi” di Campobasso che assume particolare importanza in quanto celebra l’impegno di cittadini, associazioni e istituzioni che contribuiscono quotidianamente alla costruzione di una “pace positiva” e alla diplomazia culturale italiana in opposizione alla diffusione degli eventi belligeranti su scala planetaria. Il Premio Nazionale «Segni di Pace» che è promosso dalla Cattedra della Pace di Assisi insieme a un Comitato Promotore di oltre 50 enti, ha raggiunto un traguardo storico: il numero complessivo dei «Segni di Pace» riconosciuti nelle prime tre edizioni toccando quota 20.000.
Nel corso della cerimonia di consegna del Premio Nazionale «Segni di Pace» è stata focalizzata l’attenzione sul concetto di pace non solo come assenza di conflitto, ma come presenza di giustizia, sviluppo umano e dignità sociale. “Il nostro obiettivo – ha tra l’altro dichiarato durante il suo intervento il Dottor Renato Ongania, Direttore della Cattedra della Pace di Assisi e primo italiano selezionato dall’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani per il Minorities Fellowship Programme- è far emergere il valore della pace positiva: non basta evitare conflitti, occorre costruire società prosperose e solidali”. Nato nel 2024, il Premio Nazionale «Segni di Pace» è diventato in soli tre anni un punto di riferimento per la promozione della nonviolenza, in piena sintonia con l’Articolo 11 della Costituzione Italiana e l’Obiettivo 16 dell’Agenda ONU 2030. L’evento ha confermato come “l’eccellenza italiana non sia solo estetica o produttiva, ma risieda profondamente nel valore etico e sociale delle proprie comunità.”



































