Il buono, il brutto il cattivo è il titolo di un film del 1966 co-autore e registaSergio Leone, musiche di Ennio Morricone, uno dei più celebri western. Pensando agli ultimi importanti incontri geopolitici ho rivisto quelle figure nei pistoleri dei nostri tempi : Xi Jinping, Putin, Trump, gli attori principali della Terza Guerra Mondiale a pezzi,grido di dolore di Papa Francesco , ripreso con pacata forza daPapa Leone. Incontri fatti di sorrisi , di forzute strette di mano ma anche di verifica misurata della forza reciproca per loro che, in maniera diretta o indiretta e nascosta, sono accomunati dal nuovo credo, attori convinti del diritto della forza contro la forza del diritto. Teatro della scena Pechino pronta a due accoglienze nel giro di qualche giorno con un semplice cambio delle bandierine americane prima ,russe dopo. Primo vertice tra il buono ed il cattivo che ha sfoderato il miglior sorriso , con un buono sempre composto sicuro di avere il gioco in mano . I pesi massimi della Geopolitica si sono solo sfiorati , le aspettative erano tante , i risultati concreti pochi ,fatto salva la positività comunque di un incontro a cui seguiranno altri tre nel 2026 . Trump ha anteposto , circondato dalla crema degli amministratori delegati delle più importanti aziende degli States, gli affari alla politica , ha portato a casa qualche successo commerciale ma i temi geopolitici cruciali dei giorni nostri sono rimasti al palo .
Nessuna proroga dopo il 2026 dell’accordo vigente su forniture e dazi reciproci, nessuna azione concordata per la riapertura dello stretto di Hormuz , nessun accordo teso a facilitare la esportazione verso paesi terzi dei 450 kg di uranio arricchito raniano , nessun commento specifico su Taiwan , Cuba , Venezuela . Tutti i commentatori internazionali hanno descritto i risultati dell’incontro con riferimento alla citazione storica di Xi Jinping, alla “Trappola di Tucidide” che è sembrato non compresa da Trump scarso conoscitore di storia greca malgrado l’ insegnamento del pensiero dello storico e militare greco del quarto secolo A.C ancora vivo nelle scuole di guerra americane : la inevitabilità di una guerra tra una potenza che sale ed una che scende nel grado di forza. Il ricordo storico attenzionava il rischio reale di una gestione inadeguata ( fornitura da parte americana per 14 miliardi di dollari di armamenti intelligenti ) del problema Taiwan da parte americana , un messaggio forte che ha messo in tensione non solo Taiwan ma anche il Sud-est asiatico, Giappone in particolare , popoli preoccupati della potenza militare crescente cinese.
La Cina è sembrata più resiliente degli Usa malgrado le problematiche interne che la rendono vulnerabile: crisi immobiliare , fuga di capitali ,invecchiamento demografico, rallentamento della crescita del PIL . Pochi giorni dopo la visita di Trump, Xi Jinping ha accolto con tutti gli onori e lo stesso tappeto rosso nella Gran Sala del Popolo a Pechino , Putin . Stessa scenografia ma differenze notevoli tra i due incontri , il secondo dopo tanti anni per Trump ,il venticinquesimo per Putin. Mosca guarda a Pechino non solo per cultura politica comune ,per amicizia ma sopratutto per necessità , tra le due potenze però esiste un rapporto ineguale ,squilibrato , la Russia junior partner della Cina . E’ questo il senso della dichiarazione di Putin di “incrollabile fedeltà” . I due leader rappresentano una parte del mondo che l’imprevedibile Trump ha in maniera confusa sconquassato. Nella dichiarazione congiunta i due leaders, dimenticando la guerra in Ucraina , chiedono un cessate il fuoco globale ed un ritorno al multilateralismo dei rapporti tra nazioni. Anche in questo incontro Xi Jinping,con calma Confuciana, ha tenuto la barra dritta , sono stati firmati 22 accordi di collaborazione ma il sogno di Putin di portare a casa un accordo formale sul gasdotto Power of Siberia 2 , lungo 2600 chilometri , progettato da Gasprom in affanno economico, è rimasto privo di dettagli sostanziali . La Cina non ha confermato i 50 miliardi di metri cubi per anno di gas e non ha fatto una proposta di acquisto long term del gas siberiano . Secondo incontro con risultati solo in parte compiuti . A valle dei due incontri ravvicinati non a caso, è chiaro che il Pianeta si avvia ad eesere gestito da un duopolio che lo spartisce in zone di influenza capitanate l’Occidente dagli States ed il Sud globale, Russia inclusa, dalla Cina .
Trump dovrebbe essere il nostro capitano ,il capitano anche dell’ Europa , peccato che lui ed i suoi primi riferimenti Vance e Rubio valutino zero il nostro apporto culturale e politico e militare al fronte Occidentale , siamo considerati dimentichi di forti valori ed amici poco affidabili . L’Europa se vuole sopravvivere ed avere un ruolo deve reagire , fare scelte cruciali ,dolorose ma necessarie. Valgono come sintesi i moniti di Mario Draghi alla dirigenza europea riunita ad Aquisgrana nella prolusione al premio Carlo Magno a lui assegnato. “Per la prima volta dal 1949 gli Europei devono far fronte alla possibilità che gli Stati Uniti non garantiscano più la nostra sicurezza che davamo come scontata. Siamo soli e la alternativa non può essere la Cina che sta generando surplus industriali che l’Europa non può assorbire senza il rischio di svuotare la base produttiva europea senza contare che sta sostenendo in maniera diretta il nemico numero uno della Europa la Russia “. E’ arrivato il momento non più procrastinabile di trovare alleanze credibili dal punto di vista anzitutto dei principi generali condivisi : pace , multilateralismo , umanità , rispetto delle istituzioni internazionali . E’ tempo di allargare il giro delle amicizie con nuovi volenterosi: inglesi, canadesi,giapponesi . Nunzio Valentino


































