Nello studio delle Cappelle della Cattedrale di San Sabino di Canosa di Puglia, nel percorso della tela di Sant’Alfonso incorniciata da un ovale marmoreo, notiamo nelle foto di Bartolo Carbone e di Francesco Casamassima la presenza sull’altare di quattro stampe devozionali incorniciate antiche. Sono cimeli sacri che si riferiscono alla Cappella dell’Addolorata precedente a quella del ‘900 di Sant’Alfonso, eletto Patrono minore nel 1845.
La cappella dell’Addolorata nell’800
Il libretto di Giuseppe Morea del 1973 “La Cattedrale di San Sabino”, con frontespizio disegnato in firma G.A. 73, riporta lo studio diligente delle Cappelle e scrive.La terza cappella, ora dedicata a S. Alfonso, prima era detta dell’Addolorata. La balaustra con l’inferriata fu fatta costruire nel 1837 da Giacinto Sinesi, la cui famiglia se ne servì per seppellire i propri defunti. Sotto il pavimento, infatti, ci sono molte tombe ed anche un pozzetto raccogli-acque. Di fronte vediamo un marmoreo altare, artistico e antico, rimosso dal soccorpo di S. Sabino e cesellato a diversi colori. Al di sopra, in una cornice artistica ed anche marmorea e policroma che un dì trovavasi nella sagrestia capitolare, vediamo un quadro su tela rappresentante S. Alfonso, dipinto a Milano per interessamento di Mons. Macchi, Vescovo.
Il cuore dell’Addolorata nei candelieri dell’altare
Osservando con Francesco i quattro antichi candelieri in ottone massiccio posti sull’altare, ritroviamo sui tre lati l’iconografia sacra di due cuori affiancati, che seguono o precedono il volto di Gesù e il volto di Maria SS.ma.
Il culto dell’Addolorata trapiantato nella Chiesa Rettoria della Passione
Il culto divino dell’Addolorata della Cappella dell’800 sarà in seguito trapiantato nella Chiesa Rettoria della Passione fondata nel 1876, nel culto del “Prezioso Sangue di Gesù Cristo” e dei Sette Dolori di Maria, come rintocca ancora oggi la campana del 1882 ritrovata dai mei studi dei Sacri Bronzi nella dedicazione “ PRETIOSO SANGUINI I. C. ET SEPTEM DOLORIBUS VIRGINIS MARIAE”. E nella Chiesa della Passione fu eretto l’altare alla Vergine Addolorata nel 1886 a devozione di Domenico Fracchiolla. Lo si può ammirare ancora oggi entrando a sinistra. E ritroviamo anche associato alla Cappella dell’Addolorata il quadro dell’Addolorata con i sette spadini, nello stupore dell’arte sacra, che abbiamo ammirato in Sacrestia, ora custodito nel Museo dei Vescovi e che andrebbe, con la sapiente condivisione di Mons. Felice Bacco, esposta al culto nella Cappella di Sant’Alfonso, nelle radici devozionali dell’Addolorata.
I quattro cimeli sacri sull’altare
E in queste radici riscopriamo i quattro cimeli incorniciati posti ancora sull’altare, fra i quali stupisce la pergamena con litografia della Vergine Addolorata. Maria Grimaldi recandosi al mattino per la Santa Messa, sosta in Cappella e già nota in lettura la “Pietà”. Si tratta del Sesto Dolore della Via Matris, della Deposizione di Gesù Morto dalla Croce e posato in seguito sul grembo di Maria che lo ha generato, scolpito nel marmo sacro della Pietà di Michelangelo oggi in Vaticano.
Ci siamo recati con fatica a toccarla fra le mani e a leggerla.
Rileviamo il manto delle Vergine Addolorata di colore azzurro (divinità) e rosso (umanità) con aureola posta sul capo di Gesù Redentore e di Maria, Corredentrice.
Ai lati del disegno raffigurato in una nicchia rileviamo a sinistra il calice del sangue della salvezza (calicem salutaris) e a destra i simboli della passione e crocifissione: la corona di spine e i tre chiodi.
Gli altri tre cimeli riportano in latino testi del Vangelo. Eloquente è il quadretto INITIUM SANCTI EVANGELII secundum Joannem: “in principium…”.
I quattro cimeli posati sull’altare riportano l’eco di culto e di fede della celebrazione dell’Eucarestia nella Cappella ottocentesca dell’Addolorata.
La fonte litografica della pergamena
E nella ricerca storica scrutiamo in basso a sinistra la fonte originale che svela la provenienza dalla Francia.
PARIS, L. TURGIS J.ne – Imp. Editeur, r. des Ecoles, 80 …. et à New York, Duane, St. 76.
La casa editrice Turgis fondata a Tolosa nel 1828, con sede in rue St. Rome 36. Qualche anno più tardi il figlio aprì una filiale a Parigi in rue St. Jacques.
Nel 1856 L. Turgis Jeune trasferisce la sede a Rue des Ecoles 60 – 80 con una filiale a New York, dove operò fino agli inizi del secolo XX.
Nella Ville de Paris, la strada rue des Ecoles, scorre parallela alla Senna e fu sede di Università e Collegi, inaugurata intorno al 1852.
Le stampe di questo genere con l’indirizzo Rue des Écoles 80 risalgono a metà-fine XIX secolo (anni circa 1850-1890) e sono quasi sempre litografie colorate a mano dell’epoca.
La Biblioteca Nazionale di Francia BnF a Parigi conserva copie originali di queste stampe devozionali.
Con stupore annotiamo la provenienza da Parigi in Francia dei cimeli incorniciati, originali acquisiti dai Canonici della Cattedrale di San Sabino di Canosa , forse in visita a Parigi o spediti per posta o approdate in Italia nelle sedi di articoli religiosi.
Le cornici ossidate sono di una lega spelter composta di zinco e rame o di ottone fuso.
Nello spirito di continuità del tempo riscopriamo la Cappella dell’Addolorata intrisa di preghiera dai nostri padri e dalle nostre madri. Nella pietra dell’altare rileviamo il quadratino vuoto del tozzetto reliquiario della consacrazione, rimosso e forse trasferito altrove.
Nella Chiesa della Passione ritroviamo l’altare dell’Addolorata del 1886, edificato a devozione da D. Fracchiolla.
Pellegrini cii accostiamo in Quaresima alla devozione popolare del Venerdì dell’Addolorata che precede la Domenica delle Palme, istituito il 18 agosto 1714 dalla Congregazione dei Sacri Riti, che approvò la celebrazione dei Sette Dolori di Maria.
150 anni della fondazione della Chiesa della Passione
La storica Chiesa Rettoria della Passione, “sub titulo Sacratissimae Passionis”, sede anche del culto francescano, compie in questo anno 2026, 150 anni dalla sua fondazione del 1876, attestata dalla bolla di PIO IX ritrovata nel 2008 con Don Saverio Manco:
“sub anulus piscatoris die XVIII Iulii MDCCCLXXVI”.
Beata Vergine Addolorata, prega per Noi!
Il velo nero di Te Corredentrice pasquale sarà radiante di bianco nel culto della Madonna “Primizia dell’Umanità” e Madre Amorosa divina, radicata dal ‘700 nella devozione cittadina ( quotannis mense aprilis …solemnissimam festivitatem civitatis).
A cura e devozione di Giuseppe Di Nunno







































