Interesse, condivisione di valori e attività da intraprendere al workshop dal titolo “Futsal+Calcio” che si è tenuto lo scorso 21 aprile presso il Pala “Mauro Lagrasta” a Canosa di Puglia. Per l’occasione due relatori d’eccezione: Vito Stoppa e Massimiliano Matticoli accompagnati dal responsabile tecnico Giovanni Acquaviva, in rappresentanza dell’ASD Canosa A5 che ha organizzato e promosso l’incontro formativo ed informativo. Davanti ad una platea di addetti ai lavori hanno preso la parola : Vito Stoppa(classe 1977), allenatore di calcio a 5 Primo Livello, docente del settore tecnico FIGC nei corsi per la licenza D, UEFA C e UEFA B futsal, ha collaborato tra l’altro con la Nazionale Italiana di futsal e le rappresentative giovanili FIGC-LND; Massimiliano Matticoli(classe 1975), allenatore di calcio a 5 primo livello, allenatore UEFA B, attualmente lavora nel settore giovanile e scolastico della FIGC in qualità di responsabile tecnico dello sviluppo nel coordinamento SGS Molise e collaboratore nazionale nell’area futsal dopo le esperienze, tra le altre, alla guida di società come Aesernia e Sporting Venafro.
“Non siate solo trasmettitori di nozioni. Siate custodi di passioni e artigiani del gioco”. Nelle conclusioni dei relatori come monito a tutto il movimento in uno fase di stallo in attesa di una ripresa positiva, focalizzando l’attenzione: sull’organizzazione, sulla formazione di dirigenti, istruttori e allenatori, sulle strutture sportive, sui settori giovanili. “Lasciate che giochino, che sbaglino, che inventino. Il futuro del calcio o del futsal è nei piedi e nel cuore di chi gioca. E nei vostri occhi che sapranno vederlo prima ancora che si realizzi” Consigli significativi da parte di Vito Stoppa e Massimiliano Matticoli attraverso un invito a curare il talento, le tecniche individuali di base, spesso tralasciate nei settori giovanili in favore del tatticismo, come succede ampiamente nel calcio che “dovrebbe guardare di più il calcio a 5”. La Spagna e il Brasile sono le nazioni con più giocatori tecnici perché il percorso con la palla inizia dal futsal, praticato da bambini che spesso si cimentano in entrambe le discipline e poi decidono su quella da intraprendere in età adolescenziale. “Il futsal non è un alternativa in competizione, ma un percorso parallelo all’interno dello stesso sistema. Se un ragazzo fatica nel calcio a 11, non lascia il club, ‘droppa’ nel futsal, continua a formarsi , e può persino rientrare nel calcio successivamente. Il talento non si disperde. ” Il futsal potrebbe essere un ‘toccasana’ o meglio uno step per rilanciare lo sport nazionale per eccellenza che non va ai mondiali di calcio per la terza volta consecutiva.
Nel corso del workshop è stato presentato il libro “Futsal + calcio. Due sport, un percorso: come progettare la doppia pratica nel settore giovanile” per Youcoach Editore nella collana “Educare e formare”. Scritto a sei mani, il testo esplora come “il Futsal e il Calcio siano in realtà due facce della stessa medaglia, capaci di arricchirsi a vicenda nel percorso formativo dei giovani atleti.” Il libro di recente pubblicazione, evidenzia dati che spiegano “il successo di scuole come quella brasiliana o spagnola: contatto con la palla, un bambino che gioca a Futsal tocca il pallone 6 volte al minuto in più rispetto a chi gioca a calcio a 11.” Nello sviluppo cognitivo: gli spazi ridotti impongono decisioni rapide, precisione millimetrica e una creatività costante sotto pressione. In complementarità: le abilità tecniche e tattiche acquisite nel “piccolo” si trasformano in visione di gioco e gestione degli spazi nel “grande”. Un lavoro ben strutturato e argomentato nei dettagli dagli autori Vito Stoppa, Massimiliano Matticoli e Sara Landi(psicologa dello sport) già proiettato al futuro di queste due discipline come un unico percorso di integrazione dove il Futsal nella formazione calcistica fornisce ai giovani adepti più strumenti, più tecnica e, soprattutto, una maggiore capacità di pensare il gioco.
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