“Il MoVimento 5 Stelle ha presentato un pacchetto di emendamenti a mia prima firma al decreto-legge Prezzi petroliferi, per dare una risposta concreta al grido d’allarme lanciato da imprese e lavoratori del comparto dell’autotrasporto, da cui vengono a dipendere la moltitudine dei beni di consumo e di prima necessità. Di fronte alle misure inefficaci messe in campo dal Governo Meloni che non hanno neutralizzato l’aumento dei prezzi, proponiamo anzitutto interventi a sostegno della liquidità di dette imprese, come la sospensione del versamento dei contributi previdenziali del secondo trimestre, unitamente alla possibilità di utilizzare immediatamente in compensazione il credito d’imposta sulle accise o, in alternativa, di cederlo direttamente alle compagnie petrolifere. Tra le altre misure, chiediamo l’estensione del credito d’imposta sulle accise anche alle imprese che utilizzano mezzi Euro 3 ed Euro 4, a condizione che procedano all’acquisto di un nuovo mezzo entro dicembre 2026, nonché la riduzione al 5 per cento dell’Iva sul gas naturale utilizzato per autotrazione. Proponiamo, inoltre, di estendere il beneficio compensativo anche alle imprese ferroviarie, agli agenti di commercio, ai tassisti, agli Ncc, alle aziende di noleggio autobus con conducente e, più in generale, a tutte le imprese impegnate nel trasporto di passeggeri mediante autobus, comprese quelle esercenti servizi di trasporto pubblico locale di linea, in qualunque forma affidati. Infine, chiediamo che alle imprese con sede legale o operativa in Sicilia, Sardegna e nelle isole minori sia riconosciuto un ulteriore contributo sotto forma di credito d’imposta, commisurato ai maggiori costi sostenuti per il trasporto merci nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto ai prezzi rilevati nel mese di febbraio, come risultanti dai dati del Mase. Il Governo accolga le nostre proposte e smetta di abbandonare un settore strategico, che sta pagando duramente gli effetti dell’aumento dei costi energetici e delle tensioni internazionali sui mercati”. Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario.


































