Il 15 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla dedicata ai disturbi del comportamento alimentare, disturbi che includono in particolare l’anoressia, la bulimia nervosa e il “binge eating”, il disturbo da alimentazione incontrollata. La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla nasce ufficiosamente nel 2012 per volontà di Stefano Tavilla, padre di Giulia, una ragazza scomparsa a causa della bulimia in data 15 marzo. Nel 2018, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ne ha sancito l’istituzione ufficializzandola come “Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla dedicata ai disturbi del comportamento alimentare”.
Anche quest’anno Canosa di Puglia ha aderito alla Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, illuminando il monumentale sito archeologico di San Leucio dal 9 al 15 marzo. L’iniziativa, promossa dall’ASL BT, mira a sensibilizzare la popolazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), coinvolgendo in particolar modo gli studenti che hanno preso parte ad un’iniziativa di informazione e confronto presso la Biblioteca Comunale “G. Bovio”. L’Amministrazione Comunale, sensibile e attenta a iniziative lodevoli come questa ha inteso, attraverso un gesto simbolico e pregno di significato, mostrare vicinanza e sostegno a tutti coloro che, quotidianamente, lottano contro patologie complesse e spesso silenziose. Per l’occasione è stata ringraziata la Fondazione Archeologica Canosina per la collaborazione nell’installazione e illuminazione dei monumenti del Parco Archeologico di San Leucio.
Sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), più fonti riportano che ad “esserne colpita è principalmente la popolazione femminile, con un rapporto tra femmine e maschi di circa 9 a 1, anche se il numero dei maschi è in aumento soprattutto in età adolescenziale e pre-adolescenziale. Se non diagnosticati e trattati precocemente, i disturbi del comportamento alimentare aumentano il rischio di complicanze organiche rilevanti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo, con rischio di cronicizzazione e, nei casi più severi, di mortalità, in particolare per quanto riguarda l’anoressia.” Per tale motivo è importante che, oltre agli operatori socio sanitari, anche familiari, amici, docenti e trainer sportivi sappiano riconoscere precocemente i segni di possibile allarme e indirizzino la persona a visite specialistiche e accertamenti diagnostici strettamente connessi alle patologie per prevenire i disturbi alimentari.



































