Con una nota i Giovani Democratici desiderano esprimere la massima solidarietà e vicinanza al giovane cittadino al quale, durante la giornata del 24 aprile scorsa nella celebrazione istituzionale in onore delle Donne della Resistenza a Canosa di Puglia in via Saffi, è stato impedito di intonare “Bella Ciao”, inno universale di libertà e giustizia. L’episodio, avvenuto in un contesto che avrebbe dovuto unire la comunità nel ricordo di chi ha lottato per la nostra democrazia, ha assunto contorni preoccupanti a causa delle parole pronunciate dall’Assessora alla Cultura. Definire “Bella Ciao” come “il vostro inno”, rivolgendosi a una parte della cittadinanza, rappresenta un grave errore istituzionale e culturale.
Come Giovani Democratici, ribadiamo con forza che l’antifascismo non è un’appartenenza di parte, né un feticcio delle opposizioni: è il valore cardine su cui poggia l’intera architettura della nostra Repubblica e delle sue istituzioni. Non esiste distinzione tra destra e sinistra quando si parla dei principi costituzionali che garantiscono la libertà di tutti. ”Bella Ciao” è il canto di chiunque si riconosca nei valori della Resistenza. Liquidarlo come un inno di fazione significa disconoscere la storia stessa delle istituzioni che si è chiamati a rappresentare. Un assessore alla cultura, in particolare, dovrebbe farsi garante di questa memoria collettiva anziché creare divisioni laddove la Costituzione impone unità. Le istituzioni sono, per loro natura e origine, antifasciste. Ignorare o isolare chi ne rivendica i simboli non solo offende la memoria dei caduti, ma indebolisce il legame tra giovani e politica. Continueremo a sostenere chiunque, con coraggio e passione, scelga di ricordare che la nostra libertà non è un dono scontato, ma il frutto di una lotta che appartiene a tutti noi.



































