Nella serata dello scorso 26 gennaio il Consiglio Comunale di Canosa di Puglia ha approvato il contratto preliminare per l’acquisto dell’ex cinema Scorpion, per un valore di 1 milione e 200 mila euro di soldi pubblici. Un edificio chiuso da oltre vent’anni, privo di agibilità, senza verifiche antisismiche, e senza sapere quanto costerà renderlo sicuro e utilizzabile. Anche se si tratta di un preliminare, il messaggio politico è chiaro: “Il Comune ha deciso di andare avanti comunque.” Durante il Consiglio abbiamo posto domande semplici, che ogni cittadino avrebbe il diritto di conoscere prima di impegnare oltre un milione di euro: l’edificio è sicuro? E’ antisismico?Quanto costeranno gli adeguamenti? Qual è il costo finale reale dell’operazione? A queste domande non sono arrivate risposte con numeri. Il valore dell’immobile è stato determinato con una perizia interna, basata su dati “indicativi”, senza una valutazione terza indipendente. E mentre dai documenti ufficiali l’immobile risulta accatastato come deposito, è stato valutato come se fosse un immobile commerciale. In pratica, si è scelto di impegnare il Comune senza certezze, rinviando tutto a dopo. Ma i soldi pubblici non sono un assegno in bianco. Noi abbiamo votato contro. Non contro la cultura, ma contro un modo di amministrare che chiede fiducia oggi e promette spiegazioni domani. I cittadini meritano trasparenza prima, non chiarimenti dopo.
Marzia Bucci, capogruppo consiliare di “Io Canosa”

































