Un incontro ricco di contenuti e riflessioni per il tema affrontato quello tenutosi lo scorso 27 aprile 2026 all‘Università della Terza Età “Ovidio Gallo” di Canosa di Puglia, presso l’Auditorium dell’Oasi “Arcivescovo Francesco Minerva. Nel corso della serata, è stato presentato il libro “Le fedi religiose al tempo della complessità – Per una teologia dell’entre-deux”, per SECOP Edizioni, con la partecipazione dell’autore Don Antonio Lattanzio, docente all’Università Cattolica di Parigi, Facoltà Teologica Pugliese. Per l’occasione sono intervenuti: il presidente dell’U.T.E. dottor Antonio Cioci per i saluti e gli onori casa; don Felice Bacco parroco della Cattedrale San Sabino di Canosa di Puglia; il giornalista Dario Patruno per la presentazione del libro; il giornalista Enzo Quarto – direttore della Collana “Ri-Anima”- che ha dialogato con l’autore Don Antonio Lattanzio, studioso del pensiero di Jacques Audinet, al quale ha dedicato nel 2024 un saggio “Confesser la foi” sull’opera dell’antropologo e teologo francese, scomparso nel 2016.
Significativa la prefazione dell’Imam della Moschea del Perdono di Lecce, Saiffedine Maaroufi: “La vera pace, dunque, non nasce dal silenziare le differenze, ma dal viverle come occasione di arricchimento reciproco. In un mondo segnato dal desiderio di esclusività e dalla tentazione di sopraffare, il dialogo spirituale e l’accoglienza delle differenze diventano una testimonianza profetica :un atto di fede che riafferma l’umanità del prossimo e riconosce nella diversità non un limite , ma un segno della misericordia e della sapienza di Dio.”
Focalizzata l’attenzione sul dialogo come paradigma per comprendere e vivere le fedi religiose. Nel concetto di “entre-deux”, “spazio di interrelazione creativa”, tale paradigma rinuncia “ad una visione polarizzata della realtà a favore di una visione complessa che valorizza le interrelazioni, significative per la costruzione e lo sviluppo dell’identità personale e sociale del credente. Di conseguenza, prospettive nuove si aprono per la teologia, come scienza al servizio dell’elaborazione di linguaggi in grado di esprimere la ricerca della fede in ogni epoca. Passare da una teologia considerata come riflessione fondamentale da ‘applicare’, ad una teologia ‘pratica’ fondamentale elaborata a partire dall’azione religiosa vissuta nei diversi contesti con le loro sfide e le loro tradizioni”
Mentre, la cultura è sempre più sintesi della globalità anche le religioni cambiano di conseguenza “restare arroccati non aiuta più nessuno” bisogna “favorire la conversazione dei cuori e delle intelligenze di tutti senza differenze.” L’analisi di Don Antonio Lattanzio nel libro “Le fedi religiose al tempo della complessità – Per una teologia dell’entre-deux”– per il giornalista Enzo Quarto – “ci apre a questo cammino con coraggio, ispirazione e fraternità.” L’accoglienza del prossimo nella sua diversità spirituale, senza pregiudizi ideologici è di “per sé un atto di fede che richiede da ciascuno di noi” l’accettazione della saggezza divina.




































