Nella Domenica delle Palme si ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, prima della Passione, accolto dalla folla che lo acclama come re agitando fronde e rami presi dai campi. La palma in mano al Signore è simbolo, come nella cultura romana, di scettro, di vittoria sulla morte, nella Resurrezione, perché “Gesù ha vinto la morte” (2 Timoteo, 1, 10). “Nei nostri paesi l’immagine dei bambini, della gente con i rami d’ulivo in mano, esprime bellezza alla vita e al Signore, sulle vie degli Uliveti di Canosa di Puglia.” Scrive il Maestro Peppino Di Nunno nel libro intitolato“Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino” , pubblicato nel 2025, per Edizioni “Il Campanile” e al contempo rievoca il termine dialettale “fràske “, sostantivo femminile che indica “ramo verde”. Nel tardo latino, il Glossarium Latinitatis del du Cange del 1678 “ troviamo il termine “frasca: folium ramusculus arboris. “ Il termine deriva dal verbo latino frango, frangis, fractus (‘staccato’ e quindi ramo). Anche in Spagna è presente il termine “frasca”. L’ Archeologia Letteraria, riporta nella Commedia dantesca, lo stesso vocabolo nell’Inferno, Canto XIII, v. 114: “e le frasche stormire”. Dai ricordi del Maestro Peppino Di Nunno la sua testimonianza quando “con mio padre d’estate in campagna, in contrada Baccaro, e, dopo aver tagliato i succhioni (li masculère) all’ulivo, mio fratello Lillino si fece un letto di frasche e si sdraiò!.” . E nella Domenica delle Palme, “na fràske d’alòve” che si prende dai campi per portarla in chiesa a benedire, per esporle poi al balcone . E nella Domenica di Pasqua , una frasca d’ulivo in tavola benediva il pranzo di Pasqua “du Benedìtte”, come da tradizione .
Da Canosa di Puglia a Molfetta (BA) dove il 21 marzo scorso è stata inaugurata una mostra fotografica “La Frasca. Riti e tradizioni”, attraverso 30 scatti , di Salvatore Gianfrancesco. La mostra promossa dal Polo Culturale Diocesano, documenta il rito della scelta dei rami d’ulivo, custoditi nel tempo e destinati ad accompagnare i momenti più significativi della Settimana Santa: dall’orazione del primo Venerdì di Quaresima, all’allestimento del sepolcro, fino alla processione dei Misteri. L’esposizione, ospitata negli spazi del Museo Diocesano di Molfetta sarà visitabile fino a domenica 12 aprile 2026, con ingresso gratuito.











































