Grande lavoro da parte del poeta Sante Valentino che negli ultimi mesi sta proponendo una raccolta di proverbi a tema per la rubrica “Un Paese di Poesia”. Per la ricorrenza della festa patronale invernale “San Zavône poverìdde” a Canosa di Puglia ha ultimato quella legata ai santi ai quali spesso si ricorreva, in base alle date del calendario contadino, alle attività agricole e all’allevamento degli animali, all’influsso metereologico e al ciclo stagionale tanto da spingere l’uomo a rapportarsi con le forze benefiche e malefiche della natura con un atteggiamento di paura e di speranza. “Anche i santi nelle loro ricorrenze – scrive il poeta dialettale Sante Valentino nella presentazione della raccolta – fanno parte della storia delle nostre tradizioni civili e religiose che ci accompagnano nel quotidiano. Sono riferimenti che ritornano in alcune date dell’anno e che riaffiorano nella memoria collettiva proprio per la loro saggezza paremiologica che ci insegna i comportamenti da tenere nel sociale e al contatto con la natura. I proverbi che ci parlano dei santi ci hanno sempre orientato al rispetto e all’attenzione verso il prossimo indicandoci i valori veri della vita. Facciamo tesoro di questa eredità che ritroviamo negli annali e che sicuramente accompagnerà e guiderà i comportamenti di tanti nel prossimo futuro.” Nella distinzione dei proverbi ci sono quelli prescrittivi, che esortano in modo più o meno diretto a fare o non fare qualcosa e quelli descrittivi, quando delineano un comportamento da evitare o da seguire. Tra saggezza e devozione sono stati scelti i proverbi dei santi più conosciuti dalla comunità canosina:
– San Zavône já amánde de li frestìre (San Sabino è amante dei forestieri)
– Sand’Andùne màscechere e ssùne (A Sant’Antonio abate maschere e suoni – è carnevale)
– Sanda Chière dòpe arrubbète se fàce fé la pórte d’azzère (Santa Chiara dopo il furto si fece fare la porta di ferro)
– La mamme de San Bìte s’avvandève ca tenève u figghje sánde(La mamma di San Pietro si vantava che aveva il figlio santo)
– A ssan Bièse la merènna trèse (A San Biagio si può iniziare a fare merenda)
– All’Annunziète la vigne já spambanète (Il giorno dell’Annunziata la vigna è senza foglie)
– A ssan Gesèppe u premedòle a la fussètte (A San Giuseppe si può seminare il pomodoro)
– A ssam Brangìsche le ffèfe jind’o canìstre (A San Francesco si raccolgono le fave
– A tutte li Sande u frascìre ‘nnande (Alla festa di tutti i Santi bisogna avere il braciere acceso)
– A ssan Mártene ogné mùste adduvénde vene (A San Martino ogni mosto diventa vino).
– Adá sció scálze a l’Ingurnète (Devi andare scalzo all’Incoronata – bisogna accontentarsi)
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