Il comitato “Canosa Bene Comune” ha partecipato all’incontro dello scorso 12 febbraio promosso dai consiglieri comunali di opposizione e dal neocostituito comitato “Ogni Scelta Conta”, che hanno annunciato l’avvio della raccolta firme, a partire dal 22 febbraio, per un referendum cittadino relativo al ritiro della delibera di acquisto dell’ex Cinema Scorpion. Nel corso del dibattito abbiamo ribadito una posizione che il nostro comitato sostiene con coerenza: la richiesta di ritiro in autotutela dell’atto, motivata da evidenti carenze istruttorie e dall’assenza di informazioni decisive sotto il profilo economico e gestionale. La nostra non è, e non è mai stata, una chiusura alla partecipazione popolare. Al contrario, riteniamo che i cittadini debbano poter scegliere avendo davanti dati certi, numeri verificabili, scenari di sostenibilità. Senza questi elementi, la consultazione rischia di scivolare in una contrapposizione emotiva, lontana dalla complessità reale del provvedimento.
Proprio per questo riteniamo grave quanto accaduto durante l’incontro pubblico. Nel momento in cui un nostro rappresentante stava illustrando all’assemblea le ragioni tecniche della carenza di istruttoria, si è tentato di interromperne l’intervento in modo brusco. Un episodio che stride con il metodo del confronto democratico spesso evocato, soprattutto in occasione dell’iniziativa promossa, e che invece dovrebbe garantire, prima di tutto, l’ascolto delle argomentazioni.
Abbiamo inoltre evidenziato ai consiglieri presenti che la richiesta di ritiro della delibera costituisce un passaggio “politico e amministrativo” necessario, prima di qualsiasi eventuale referendum.
C’è infatti un punto che riteniamo decisivo: se la consultazione dovesse concludersi con la conferma dell’atto, gli stessi promotori si troverebbero politicamente vincolati ad accettare un’operazione che, priva di un’istruttoria adeguata e di un piano economico-finanziario, potrebbe esporre la comunità a profili di danno erariale. È una responsabilità enorme.
Comprendiamo la volontà di cercare una legittimazione attraverso il voto popolare. Ma la prudenza amministrativa e la tutela delle finanze pubbliche non possono dipendere da dinamiche di consenso né dalla forza degli slogan. Prima viene la solidità degli atti, poi il resto.
Un referendum è uno strumento alto. Proprio per questo funziona quando poggia su basi informative complete. In mancanza di tali presupposti, il rischio è di avviare un percorso tanto partecipato quanto fragile.
Per parte nostra continueremo a chiedere:
- la pubblicazione integrale degli atti e dei presupposti economici dell’operazione;
- la predisposizione e diffusione di un business plan dettagliato sui costi di ristrutturazione e di gestione;
- un confronto pubblico fondato su valutazioni tecniche indipendenti;
- il ritiro in autotutela della delibera fino alla piena chiarezza di questi elementi.
Su queste basi, Canosa Bene Comune è fin da ora disponibile a collaborare con chiunque voglia lavorare nell’interesse della città, mettendo al centro trasparenza, responsabilità e tutela delle risorse pubbliche.
Questa, per noi, è la partecipazione che rispetta davvero i cittadini.
Prima la trasparenza, poi qualsiasi scelta.
Comitato Canosa Bene Comune
Presidente Cav. Nicola di Nicoli
Vicepresidente Dott. Fortunato Imbrici
Delegato Stampa e Comunicazione Dott.ssa B. Anna Maria D’Aulisa




































