La tecnologia di supporto alle tradizioni, alla cucina tipica, all’arte di preparare gli strascinati di grano arso o il pane a prosciutto sul “tavelìre” ha caratterizzato l’incontro dello scorso 23 febbraio all’Università della Terza Età di Canosa di Puglia. “Niente arriva per caso. Dietro ci sono lavoro, sacrificio, studio e una determinazione che non si spegne. Dare voce a Canosa significa difendere la nostra storia, proteggere le nostre radici, valorizzare le nostre eccellenze. Perché un piatto non è solo cucina. E’ identità. E’ orgoglio. La nostra storia servita in tavola. Grazie al presidente Antonio Cioci e a tutti i partecipanti dell’Università della Terza Età di Canosa per l’invito e avermi dato la possibilità di raccontare i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) canosini.” Ha tra l’altro dichiarato la dottoressa Antonia Sinesi a margine dell’incontro tenutosi presso l’Auditorium dell’Oasi “Arcivescovo Francesco Minerva” di Canosa di Puglia nell’ambito dei lunedì culturali programmati ed organizzati dall’U.T.E. presieduta dal dottor Antonio Cioci che si è complimentato con la stessa per l’excursus storico-burocratico e culturale sui Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).
La consigliera comunale Antonia Sinesi è forte sostenitrice e fautrice dei PAT nell’ottica della tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio eno-gastronomico locale destinato alla dieta umana e strettamente condizionato da fattori come la tradizione, il territorio, le materie prime e le tecniche di produzione dell’agro-alimentare. Dopo l’iscrizione della percoca di Loconia nel 2019, Canosa di Puglia annovera altri 10 PAT: la sfogliatella, il pane a prosciutto, gli strascinati di grano arso, l’olio extravergine di oliva cultivar coratina ,li mbriachidde, la mostarda di uva di Troia, il vitigno “Terrizuolo”, le “Scescelèdde”, il gelso dei parchi archeologici lungo la Via Appia-Patrimonio dell’UNESCO e il coniglio della Festa di San Sabino presentato il 9 febbraio scorso, nel giorno della ricorrenza invernale in onore del patrono.
I Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) che raccontano “il nostro territorio, la nostra comunità attraverso conoscenze e saperi tramandati nel tempo” che ora fanno parte del patrimonio nazionale attraverso studi, ricerche e attività propedeutiche all’iscrizione condotte dalla dottoressa Antonia Sinesi negli anni nell’ambito di un percorso intrapreso dall’Amministrazione Comunale di Canosa teso a promuovere e valorizzare le sue eccellenze enogastronomiche. Nel corso dell’incontro ha annunciato che è stato presentato in Senato un disegno di legge sui Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) . Il provvedimento che vede come prima firmataria la senatrice di Fratelli d’Italia Annamaria Fallucchi, nasce dalla volontà di ricucire il legame tra chi produce e chi consuma, portando nei luoghi della ristorazione non solo prodotti di qualità, ma storie, saperi e identità locali. Al centro della legge c’è la valorizzazione dei PAT, espressione viva delle aree interne, delle microfiliere e della cultura materiale italiana. La proposta prevede l’istituzione di un marchio nazionale volontario per gli esercizi pubblici che scelgono consapevolmente di utilizzare prodotti agroalimentari italiani di qualità, rendendo immediatamente riconoscibile nei menù una ristorazione che parla il linguaggio dei territori e delle comunità locali.
Un incontro seguito e partecipato che ha focalizzato l’attenzione sul valore sociale, culturale ed economico dei PAT e sul ruolo strategico della ristorazione come ambasciatrice dei territori mentre la Cucina Italiana è entrata a pieno titolo tra i patrimoni immateriali dell’umanità(UNESCO). Un’ulteriore conferma a livello internazionale che il cibo non è solo nutrimento, ma anche cultura, storia e futuro. Un riconoscimento che celebra la capacità dell’Italia di trasformare la tavola in un luogo di incontro, dialogo e condivisione universale.
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