La pubblicazione del bando di asta pubblica per la vendita dell’immobile comunale di via G. Falcone ang. via Ugo La Malfa a Canosa di Puglia rappresenta l’ennesimo atto d’imperio di una maggioranza totalmente chiusa al confronto con le opposizioni, le parti sociali e la cittadinanza. Come Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) esprimiamo la nostra più netta contrarietà a un’operazione che consideriamo un grave errore politico, sociale ed economico per Canosa di Puglia. La perizia di stima firmata dal Dirigente del IV Settore smentisce nei fatti qualsiasi necessità di alienazione.
Un controsenso economico e finanziario
Vendere questo immobile non ha alcun senso logico. Parliamo di una struttura in buono stato di conservazione e già ristrutturata in passato a spese del locatario, senza alcun costo di manutenzione straordinaria a carico del Comune.Ma il dato più clamoroso è che l’immobile garantisce all’ente un’entrata fissa, sicura e costante di circa 170.000 euro all’anno, con un contratto blindato fino al novembre 2028. Privarsi di una simile rendita certa e di un patrimonio così solido per fare cassa una sola volta significa regalare a un privatizzatore un affare d’oro già pronto, rinunciando a risorse strutturali per la nostra comunità.
Canosa Alta merita una pianificazione costante, non scadenze elettorali
Siamo profondamente preoccupati per le ricadute sul quartiere. Canosa Alta è ormai la zona più popolosa della città e lo sviluppo delle sue periferie non può essere ridotto a un tema da rispolverare ciclicamente solo in vista delle scadenze elettorali. Questo territorio merita una pianificazione seria, strutturale e continua nel tempo. Se l’attuale locatario non dovesse aggiudicarsi l’asta esercitando il diritto di prelazione, il nuovo acquirente privato potrebbe disdettare il contratto alla scadenza. Che fine faranno i lavoratori del supermercato? Una zona così densamente abitata necessita di una presenza sempre maggiore di uffici pubblici e di servizi di prossimità. Scelte virtuose come il recente spostamento dell’Ufficio di Collocamento (Centro per l’Impiego) in questo quadrante urbano dimostrano che il decentramento dei servizi funziona: risponde concretamente ai bisogni dei residenti e decongestiona il centro cittadino. Vendere questo immobile commerciale e la sua intera area di pertinenza va nella direzione opposta, rischiando di impoverire il tessuto dei servizi e del commercio locale.
La proposta di AVS: prima il censimento, poi la partecipazione
La vendita di un bene pubblico deve rappresentare l’estrema ratio, non una scorciatoia contabile. Come AVS chiediamo un cambio totale di paradigma attraverso tre passaggi obbligati:
1. Censimento e ricognizione del patrimonio, prima di vendere, è necessario procedere a una mappatura e a un censimento preciso di tutte le proprietà comunali, definendone la reale consistenza.
2. Quadro esaustivo dello stato manutentivo, per ogni singolo immobile di Canosa deve essere redatto un fascicolo strutturale che ne attesti le condizioni di manutenzione, per stabilirne il reale valore e le necessità di intervento.
3. Pianificazione partecipata, solo dopo aver chiaro il quadro del patrimonio, si deve decidere il da farsi in concerto con le forze politiche, le associazioni e i cittadini, privilegiando la rifunzionalizzazione degli spazi vuoti e l’ottimizzazione della gestione immobiliare.
Ci troviamo di fronte a una maggioranza sorda ad ogni proposta o obiezione, che tira dritto per la sua strada senza ascoltare nessuno. Se l’Amministrazione non vorrà o non saprà tornare sui propri passi revocando questo bando, esigiamo che si sappia subito e con totale trasparenza a quali specifiche opere pubbliche intenda destinare i fondi derivanti dall’asta. Una buona amministrazione deve puntare al pareggio di bilancio attraverso investimenti mirati e condivisi con la cittadinanza, non rincorrendo il disavanzo con scelte calate dall’alto.

































