Larga partecipazione di pubblico all’incontro intitolato “Difendiamo la Costituzione Italiana :le ragioni del NO” che nella serata odierna ha avuto luogo presso l’auditorium “Oasi Mons. F.Minerva” a Canosa di Puglia. “No a una giustizia debole con i forti e forte con i deboli” Il leitmotiv dell’approfondimento al quale hanno preso la parola tra gli altri: il magistrato Antonio Diella; l’avvocato Vincenzo Princigalli; il consigliere regionale Domenico De Santis;il Coordinatore Camera del Lavoro CGIL Canosa, Francesco Di Nicoli; il segretario dei Giovani Democratici Canosa, Alessandro Acquaviva, mentre, Pasquale Alfieri ha moderato il dibattito.
Nel corso degli interventi sono state illustrate le ragioni del “No” alla legge Nordio, un dissenso motivato dalla necessità di salvaguardare gli equilibri della Costituzione italiana. La legge Nordio, che modifica sette articoli della Costituzione (artt. 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 Cost) è stata approvata dal Parlamento con il voto favorevole della sola maggioranza di centro destra; “non è stata in alcun modo oggetto di discussione e condivisione con le opposizioni, come sarebbe doveroso per una legge che modifica profondamente l’assetto istituzionale di uno dei poteri dello Stato. Nessun emendamento è stato possibile; questa modalità è tanto più sorprendente se si considera che non vi era alcuna urgenza di intervenire in maniera tanto divisiva e conflittuale in una materia così delicata! Si tratta, palesemente, una legge contro la magistratura e contro la Costituzione.”
L’obiettivo fondamentale della legge Nordio è scardinare il sistema di autogoverno della magistratura, disciplinato dagli articoli 104 e 105 della Costituzione e posto a tutela della sua indipendenza. La riforma prevede di “spaccare in due il Consiglio Superiore della Magistratura: uno per i giudici e uno per i PM; ma la volontà di umiliare e depotenziare la funzione dell’autogoverno emerge platealmente dalla modalità indicata per la selezione dei membri dei due CSM: essi verrebbero sorteggiati tra tutti gli appartenenti alla magistratura, anziché eletti come avviene oggi.”
A margine dell’incontro il presidente della prima sezione penale del Tribunale di Foggia, Antonio Diella ha evidenziato che “la Costituzione prima ancora che riformata e stravolta, va applicata dando piena attuazione ai suoi principi. Infondate tutte le accuse strumentali che mirano a delegittimare i Magistrati. Mentre l’avvocato Vincenzo Princigalli ha dichiarato: “Si tratta di una riforma sgangherata piena di incongruenze partorita dal governo e sottratta al dibattito parlamentare. Non risolve alcuno dei problemi reali ed urgenti della giustizia. Si tratta solo di una rancorosa plateale ritorsione verso i magistrati. Va respinta al mittente con una valanga di NO.”
Il testo del quesito referendario 2026 ammesso dalla Corte di Cassazione, sul quale si andrà ad esprimere il voto il 22 e 23 marzo, recita: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?». Il referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione consente ai cittadini di pronunciarsi sull’entrata in vigore di una modifica costituzionale.






































