Apprendo da operatori del mondo agricolo del mio territorio dell’ennesima decisione scellerata che rischia, insieme ad altri provvedimenti discutibili, di mandare alle ortiche il duro lavoro degli agricoltori vicino alla realizzazione con i raccolti di stagione.
- Dopo l’emissione di continue richieste di pagamento anche degli anni arretrati del tributo con “codice 630” a fronte di nessun servizio di manutenzione e ripristino delle reti di distribuzione dell’acqua;
- Dopo l’aumento indiscriminato del costo dell’acqua già di per sé più alto di altri territori;
- Dopo aver “pregato il cielo” di mandare più pioggia per riempire gli invasi e superare la crisi idrica permanente tanto da considerare la stagione almeno da questo punto di vista salva;
- Dopo la convivenza con problemi atavici dati dalla mancanza di una gestione sana ed organizzata del Consorzio di Bonifica di diretta emanazione della Regione Puglia;
- Dopo i problemi delle crisi Internazionali che hanno fatto lievitare i costi di tutte le materie prime ed energetiche.
Arrivano le beffe delle ultime decisioni e comportamenti che il Consorzio ha messo in atto nell’ultimo periodo. Quando ha deciso, su richiesta della Provincia che emana i provvedimenti di autorizzazione e rinnovo sui pozzi per l’emungimento dell’acqua, di rimettere parere contrario per quelle aree servite dall’impianto di irrigazione, tanto da mettere in condizione gli uffici Provinciali di dare diniego sia per la realizzazione di nuovi pozzi, sia addirittura per i pozzi già esistenti da tanti anni che si vedono negare l’autorizzazione di rinnovo.
Ad evidenziare quanto questa decisione sia scellerata, vi è la consolidata abitudine da parte del Consorzio di Bonifica di iniziare ad erogare l’acqua per irrigare i campi, ogni anno a giugno inoltrato fino al massimo fine agosto o inizio settembre, escludendo quelle colture che anno bisogno di acqua nei mesi primaverili ed autunnali quando notoriamente i nostri territori usufruiscono di pochissima pioggia.
L’ultima beffa, che avvalora le tesi descritte in precedenza, è stata la decisione di lasciare gli uffici del Consorzio di Bonifica privo di dipendenti, che sta vedendo gli agricoltori recarsi per il caricamento delle schede per avviare le irrigazioni e sentirsi fissato l’appuntamento a fine giugno o addirittura ad inizio luglio, quindi con l’impossibilità di irrigare i campi nel momento in cui ne hanno più bisogno e rischiare di non portare a casa nessun raccolto con tutti i danni che ne conseguono.
Il Presidente Decaro in primis e tutti i responsabili citati in indirizzo, dopo aver aumentato le tasse per il “buco nella sanità Pugliese”, ci dicano se il settore agricolo, asset trainante dell’economia Pugliese, deve essere messo in ginocchio da queste scelte, anche in un’annata in cui finalmente il problema dell’acqua per irrigazione sembrava scongiurato.
Dott. Michele Vitrani – Consigliere Provinciale BAT – Fratelli d’Italia


































