Canosa di Puglia ha vinto il Premio Riccardo Francovich per l’anno 2025 risultando il miglior sito archeologico d’Italia per rigore scientifico e divulgazione. In totale i votanti per il premio sono stati 12.495, che hanno espresso 13018 preferenze: Canosa di Puglia (Fondazione Archeologica Canosina) 9826, con il 75,48%; Museo multimediale della Torre di Satriano in Tito (PZ) e sito archeologico di Satrianum 2686 con il 20,63%; Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza 506 con il 3,89%. “Canosa di Puglia, nota nell’antichità come Canosa Sabiniana, deve gran parte del suo patrimonio paleocristiano all’opera del vescovo Sabino, attivo tra V e VI secolo. A lui si devono quattro importanti chiese: San Pietro, dove si conserva il suo mausoleo; i Santi Cosma e Damiano, poi dedicata a San Leucio e oggi sede dell’Antiquarium; la Cattedrale di Santa Maria con l’attiguo Battistero di San Giovanni; e la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, poi interamente inglobata nella cattedrale medievale e moderna. Altre fondazioni sabiniane si trovano anche a Canne e a Barletta. Canosa, inoltre, conserva uno dei più significativi complessi catacombali d’Italia. La tutela e la valorizzazione di questi straordinari siti paleocristiani sono affidate alla Fondazione Archeologica Canosina, attiva da oltre trent’anni e proponente della candidatura.”
Il prestigioso Premio è stato istituito nel 2013 dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) per onorare la memoria del professor Riccardo Francovich, (1946 – 2007), archeologo e medievista. Il Premio Riccardo Francovich è conferito al museo o parco archeologico italiano che, a giudizio dei Soci della SAMI e dei cittadini partecipanti alla votazione, rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti. A validare le candidature 2025, tra cui quella di ‘Canosa paleocristiana’, promossa dalla Fondazione Archelogica Canosina, è stata una giuria d’eccellenza presieduta da Paul Arthur, professore di Archeologia medievale dell’Università del Salento, e composta da figure di rilievo del mondo accademico e istituzionale: Angela Borzacconi, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Cividale; Gabriella Piccinni, professoressa di Storia medievale dell’Università di Siena; Valentina Porcheddu, giornalista e archeologa; Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva; Mirella Serlorenzi, direttrice dell’Istituto Centrale per l’Archeologia del MIC, e Marco Valenti, Presidente SAMI e professore di Archeologia medievale dell’ Università di Siena.
“Questo risultato è un tributo al patrimonio culturale della nostra terra e all’instancabile lavoro della Fondazione, che da oltre trent’anni tutela questo patrimonio immenso, ma anche di tutti coloro che hanno sostenuto la candidatura: dal Comune, grazie al supporto dell’Assessore alla Cultura Cristina Saccinto, alle associazioni del territorio, in primis la Pro Loco Canosa, Italia Nostra Canosa e Associazione Via Francigena Canosa”. Le parole del Presidente della Fondazione Archeologica Canosina, Sergio Fontana, che ha sottolineato come si tratti di una vittoria condivisa anche con i tanti che hanno espresso il proprio voto: “Vincere il Premio Francovich non è solo un onore accademico, ma la prova che Canosa è entrata nel cuore dei cittadini e dei visitatori. Quasi 10.000 voti rappresentano una mobilitazione popolare straordinaria: la comunità ha riconosciuto nei complessi paleocristiani, da San Leucio a San Giovanni, non solo dei monumenti, ma l’anima stessa della nostra identità. Dedichiamo questa vittoria a tutti coloro che ci hanno permesso di raggiungerla e a chi, ogni giorno, si impegna per rendere l’archeologia un bene vivo e accessibile a tutti.”
Mentre, il professor Giuliano Volpe, coordinatore del Comitato scientifico della FAC e curatore materiale della candidatura, ha commentato: “Il Premio Francovich è il riconoscimento più importante in Italia per la capacità di coniugare il massimo rigore scientifico della ricerca con una divulgazione di qualità. Canosa rappresenta un caso esemplare: una città che è stata capoluogo regionale in età tardoantica e sede della diocesi primaziale e che conserva uno dei sistemi paleocristiani più articolati d’Italia e del Mediterraneo. Aver curato questa candidatura e vederla trionfare con un consenso così vasto, fatto di voti dati da canosini e pugliesi e anche da tanti italiani di altre regioni che guardano a Canosa con interesse conferma che la strada intrapresa è quella giusta: fare dell’archeologia uno strumento di conoscenza, un volano di sviluppo culturale e sociale, un elemento di costruzione di una coscienza di luogo da parte della comunità locale. È una vittoria della ricerca che si fa racconto e della storia che si fa futuro.”
Il premio verrà consegnato ufficialmente il 27 febbraio 2026 a Firenze, presso il Palacongressi, nella cornice del prestigioso salone “tourismA”. La cerimonia di Firenze sarà l’occasione per presentare al pubblico internazionale di TourismA l’eccellenza gestionale e comunicativa della Fondazione Archeologica Canosina, modello di riferimento per la valorizzazione dei beni culturali in Italia. Nella stessa sede sarà presentato il recente volume promosso dalla Fondazione “Principi imperatori vescovi. La ricerca disegna città e territorio a Canosa”, a cura degli archeologi Raffaella Cassano e Giuliano Volpe (Edipuglia, Bari 2025).
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