“Allora abbiamo un partito! (Un altro)” Si direbbe parafrasando Fassino. Il 30 aprile scorso, al congresso del locale circolo PD di Canosa, si è data finalmente soluzione all’ossessione che nell’imminenza di ogni tornata elettorale amministrativa, assale il leader della lista civica, non è ben chiaro, se denominata “Io Canosa”, in onore del trabordante ego del suo leader, ovvero nel più familistico “Noi Canosa”. Occorre un passo indietro. Quando alle amministrative 2022, il PD di Canosa scelse, prematuramente per l’epoca, di presentarsi in alleanza al M5S, Silvestri, innanzi all’ostinato rifiuto di ogni intesa con le sue formazioni politiche, aveva dovuto abbozzare, confidando in un ricompattamento inevitabilmente imposto dall’eventualità di un ballottaggio.
Ma Ventola, ben consapevole che il ballottaggio lo aveva favorito solo alla sua prima elezione a Sindaco e poi non più, aveva già scatenato la tenacissima campagna acquisti nel centro-sinistra che lo avrebbe portato ad una indiscutibile vittoria al primo turno, corredata anche da ombre di irregolarità di cui si è letto su testate nazionali. La “prematura“ alleanza del Pd con il M5S peraltro rappresentò, al tempo stesso il comodo, per alcuni ottimo, pretesto per montare sul carro dei vincitori: molta gente con indiscutibile curriculum di politico di sinistra, preferì passare a destra accorrendo in soccorso del leader fino ad allora avversario politico(sic!).
Del resto il vento montava a favore del centro-destra. Non più tardi di due anni dopo, la sorpresa. Nel giugno 2024 il malandato PD delle amministrative, riscuoteva alle europee del giugno 2024 il miglior risultato di tutti i tempi. Il PD di Canosa, così fragile da fare addirittura tenerezza alle amministrative, aveva mostrato una inaspettata robustezza alle europee. Tanto da convincere Marchio Rossi a compiere il passo probabilmente da tempo meditato. Azzerare la vecchia classe dirigente del PD, rea di esser riuscita nelle amministrative 2022, contro i suoi auspici, a metter su una lista leale ai principi Democratici, malgrado il rapace smembramento, di candidati ed elettori, perpetrato a suon di lusinghe da parte dei cacicchi locali. Così alla fine del 2024 l’avvocato Nicoletta Lomuscio preannunciava alla dirigenza del
circolo PD di Canosa, la volontà di Marchio Rossi, di designarla a ricoprire l’incarico di prossimo segretario del circolo cittadino. La predizione, con una sicurezza da far invidia al “Quando lo dirò io” di Giucas Casella, non derivava da particolari qualità di preveggenza, quanto dal fatto che i tesseramenti del partito sono ormai operazioni prive di qualsiasi garanzia di trasparenza.
Il 12 gennaio 2025, Marchio Rossi poneva il sigillo notarile sull’alleanza tra Silvestri e Caracciolo, nel nome appunto dell’avvocata Nicoletta Lomuscio che veniva eletta segretaria cittadina del PD. Naturalmente, con la totale dedizione, in vista delle regionali, di PD, +Europa e “Io/Noi Canosa” in favore di Caracciolo da parte di Silvestri, con la promessa di vederla contraccambiata alle successive elezioni amministrative. Poco importa che la neo-eletta segretaria avvocato Nicoletta Lomuscio, non solo, non poteva ricoprire la carica di segretario del partito, ma in base allo statuto nazionale, non poteva addirittura fare parte degli iscritti al PD, perché eletta e appartenente, nell’assemblea elettiva (consiglio comunale), a formazione politica avversa. Ma a questo punto, regionali alle porte, il PD pugliese è travolto dagli scandali. La segreteria nazionale PD pone veto su Caracciolo per questione morale, Decaro pone il veto sulla candidatura di Emiliano. Marchio Rossi fa circolare un documento in difesa di Caracciolo, sottoscritto da tutti i circoli PD della BAT, ivi compreso il circolo di Canosa. Ma nonostante i proclami bellicosi e le minacce di ricorso ai Tribunali, la federazione è commissariata ed il segretario Lorenzo Marchio Rossi costretto a dimettersi. Il tutto nel segno di un naturale trattamento di cosmesi politica, facendo passare per volontarie le dimissioni del medesimo, con tanto di ringraziamenti per il senso di responsabilità dimostrato ed un posto assicurato nella Segreteria regionale.
Alle Regionali, nella BAT, regno dell’ormai ripudiato Caracciolo, viene presentata candidatura di De Santis. Inevitabilmente si rompe il connubio Caracciolo-Silvestri per il venir meno dell’oggetto dell’accordo: Silvestri non può sostenere Caracciolo per il semplice fatto che non è candidato alle regionali. Silvestri deve scegliere tra il prestanome di Caracciolo oppure De Santis. Va sul sicuro sceglie De Santis, la cui riconoscenza avrà grande valore per le sfide successive. Così il senatore Parrini Commissario BAT PD, lo stesso De Santis e, suo malgrado, Nicoletta Lomuscio ufficializzano il suggellarsi dell’accordo: sarà la Dottoressa Landolfi, tesserata del partito democratico, pur essendo anche lei eletta consigliere comunale nella civica “Io/Noi Canosa”, la coordinatrice della campagna elettorale PD a Canosa alle regionali. Le deroghe allo statuto nazionale PD si fanno sistematiche. Crolla l’impalcatura Lomuscio. Dopo poco più di un anno, colpo di scena (si fa per dire), si dimette da segretario PD di Canosa denunciando con tanto sorprendente, quanto irrilevante scatto di orgoglio, il ”venire meno del metodo democratico nei processi decisionali del partito”.
Potremmo commentare con un laconico ” Non è mai troppo tardi”, sennonché era stata molto meno intransigente quando lo stesso metodo aveva operato in suo favore. Ebbene. Con l’elezione di De Santis, Silvestri ha finalmente carta bianca su Canosa. Ed è così che il 30 aprile scorso la pratica burocratica del nuovo assetto del circolo PD di Canosa è compiuta senza colpo ferire. Il PD è di Silvestri. Siamo alla dimostrazione della tesi iniziale. L’ossessione è risolta. Il candidato sindaco alle prossime amministrative locali sarà deciso a casa Silvestri. Questa volta non ci saranno, diversamente dalle precedenti tornate, le tanto estenuanti quanto incontrollabili trattative con gli alleati di coalizione. Si perché “Io/Noi Canosa” , “+Europa” e PD si accorderanno al desco della casa Silvestri. D’altra parte, congiuntamente alle amministrative, si voterà per le politiche ed Avs e M5S, qualora in disaccordo, difficilmente potranno imboccare una strada diversa dal campo largo, con buona pace dell’ ognun per sé. State sereni il prossimo candidato sindaco e la prossima campagna per il centro-sinistra lo decide Andrea, chi ha voglia di dissentire non avrà scampo (largo) .
Antonio Damiano



































