Il Partito Democratico esprime la propria ferma contrarietà rispetto all’avviso di asta pubblica con cui l’Amministrazione comunale di Canosa di Puglia ha avviato la procedura di vendita dell’immobile comunale sito in via Giovanni Falcone, angolo via Ugo La Malfa, già destinato a mercato coperto della zona 167, con un importo a base d’asta di 2.396.000 euro. Dagli atti di programmazione economico-finanziaria dell’Ente emerge chiaramente che la vendita dell’immobile è finalizzata a reperire le risorse necessarie per contribuire alla realizzazione del Cine-Teatro Museo “Lino Banfi”. È una scelta che riteniamo profondamente sbagliata! Ancora una volta, invece di programmare investimenti attraverso una seria pianificazione finanziaria e la ricerca di risorse esterne, si sceglie la strada più semplice: vendere un bene della collettività per fare cassa. Ancora più grave è il fatto che si intenda alienare un immobile che oggi produce un’entrata per il Comune, pari a 150.000€ all’anno , rinunciando così non solo a un bene patrimoniale di valore, ma anche a un’entrata stabile per il bilancio comunale. Ci chiediamo quindi, quale sia il reale stato del progetto del Cine-Teatro Museo. Esiste un cronoprogramma aggiornato? Quando partiranno i lavori? Quando è prevista la conclusione dell’opera? Soprattutto, chiediamo chiarezza sulla copertura finanziaria. Qual è il costo complessivo dell’intervento? Quali finanziamenti sono già stati formalmente ottenuti? Quali, invece, sono ancora soltanto annunciati?
È inaccettabile chiedere alla città di rinunciare definitivamente a un bene pubblico del valore di quasi 2 milioni e 400 mila euro senza conoscere con esattezza il quadro economico dell’opera. Non vorremmo che il Comune si privasse oggi di un patrimonio strategico per ritrovarsi domani con un immobile venduto e un’opera ancora incompleta o priva delle risorse necessarie per essere ultimata. L’immobile di via Falcone non è un bene qualsiasi. È patrimonio della comunità canosina e rappresenta una risorsa strategica che, una volta venduta, non potrà più essere recuperata. Le amministrazioni passano; il patrimonio pubblico, invece, dovrebbe essere tutelato e valorizzato nell’interesse delle future generazioni. Questa decisione appare ancora più incomprensibile se si guarda alle reali esigenze della città.
Le strade comunali versano in condizioni che richiedono interventi urgenti; numerosi quartieri attendono opere di riqualificazione e maggiore decoro urbano; il verde pubblico necessita di manutenzione costante; il patrimonio comunale richiede investimenti; permangono criticità ambientali e infrastrutturali che incidono quotidianamente sulla qualità della vita dei cittadini. Sono queste le priorità che oggi meritano risposte concrete. Nessuno mette in discussione l’importanza della cultura né il valore che un nuovo teatro potrebbe avere per Canosa. Ma una città si amministra con equilibrio e responsabilità. Le opere pubbliche devono essere realizzate quando esiste una copertura finanziaria certa e sostenibile, non mettendo in vendita i beni della collettività. Per queste ragioni chiediamo all’Amministrazione comunale di sospendere immediatamente la procedura di alienazione e di riferire pubblicamente e in Consiglio comunale sullo stato del progetto del Cine-Teatro Museo “Lino Banfi”, sul costo complessivo dell’opera, sulle risorse già disponibili e su quelle ancora da reperire. I cittadini hanno il diritto di sapere perché si è scelto di vendere uno dei beni più importanti del patrimonio comunale, quali siano le reali motivazioni di questa decisione e se siano state valutate soluzioni alternative che evitassero di impoverire definitivamente il patrimonio pubblico. Una buona amministrazione non si misura dalla capacità di vendere ciò che appartiene ai cittadini, ma dalla capacità di conservarlo, valorizzarlo e trovare le risorse per realizzare nuove opere senza sacrificare ciò che la comunità possiede già.
Lucia Bucci- Vice segretaria PD Canosa


































