Larga partecipazione di pubblico all’incontro pubblico organizzato da Fratelli d’Italia Canosa incentrato “Referendum Costituzionale :le ragioni del si” che nella serata odierna ha avuto luogo presso l’auditorium “Oasi Minerva” a Canosa di Puglia. Nell’approfondimento del tema hanno preso la parola : l’europarlamentare Francesco Ventola, l’avvocato Giuseppe Limongelli e l’avvocato Tullio Bertolino mentre, l’avvocato Mariangela Lacidogna ha moderato il dibattito . Il testo del quesito referendario 2026 ammesso dalla Corte di Cassazione, sul quale si andrà ad esprimere il voto il 22 e 23 marzo: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».
Il referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione è costituzionale, volto a confermare o respingere una legge di revisione della Costituzione o un’altra legge costituzionale già approvata dal Parlamento. A differenza del referendum abrogativo, il referendum ex art. 138 non ha carattere propositivo né abrogativo, ma confermativo: consente ai cittadini di pronunciarsi sull’entrata in vigore di una modifica costituzionale. Il referendum sulla giustizia riguarda aspetti significativi del sistema giudiziario e del suo funzionamento, incidendo su profili che attengono al rapporto tra cittadini e istituzioni, all’organizzazione della giurisdizione e alle garanzie previste dall’ordinamento. Affrontati i temi centrali della consultazione, tra cui la separazione delle carriere e la riforma del CSM, pilastri per garantire la terzietà del giudice e l’efficienza del sistema giudiziario italiano. Il referendum confermativo sulla giustizia chiama gli elettori a esprimersi su una riforma costituzionale che tocca equilibri delicati: separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, due distinti Csm, un’Alta corte disciplinare e il sorteggio di parte dei componenti degli organi di autogoverno. Il referendum ha tra gli obiettivi quello di rendere il giudice davvero terzo, garantire il giusto processo e porre fine alle derive del correntismo.
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