La Translatio Corporis Sancti Sabini è già stata oggetto di nostro studio e pubblicazione nel 2023, divulgata nel Corteo storico ideato da Mons. Felice Bacco. Abbiamo attinto dalle fonti della Relatio del Prevosto Tortora (cap. VI par. I) del 1758 che attinge dalla Vita di San Sabino dell’Anonimo e del Beatillo sottolineando la distanza di “mille passi” (“ad Cathedralem mille passibus distantem”), che equivalgono ad un chilometro e mezzo dal sito della Murgetta alla Cattedrale, stimando l’unità di misura del passus di m. 1,48. In questi giorni che precedono la visita e la relazione della dottoressa Giovanna Bandinu da Orvieto programmata da Don Felice Bacco, abbiamo letto e studiato con il valente studente Simone Di Monte a casa mia le fonti in latino della Translatio, da lui già ritrovate e salvate in pagine di studio, tradotte a suo tempo dal sapiente Don Attilio Paulicelli che merita di essere citato nelle festività sabiniane. Lo stesso studente Simone sta scrivendo mentre il Maestro Peppino ha la penosa invalidità al braccio destro. Copia dell’orginale della Relatio, pubblicata a Roma, è custodita nell’Archivio prevostale della Cattedrale di San Sabino, diretto attualmente da Don Mario Porro, e nelle mani di Don Felice Bacco.
La Traslazione avvenne il 29 giugno dell’anno 800 nella festività dei Santi Pietro e Paolo, e si concluse il 1 agosto (Kalendis Augusti) con la deposizione delle spoglie di San Sabino da parte dell’Arcivescovo Pietro nella tomba del Soccorpo. La deposizione avvenne “sub Altari SS. Joann. et Pauli splendide ac pie”, “sotto l’Altare dei Santi Giovanni e Paolo gloriosamente e con pia devozione”. La Traslazione di San Sabino evoca in una sola pagina ben sei volte il nome di Theodora o Theodorada, duchessa longobarda di Benevento, valorizzando il suo ruolo. Lo stesso Corteo storico, riconosciuto a livello nazionale dal Ministero della Cultura, rappresenta tra i figuranti femminili il personaggio di Theodora con il diadema della regalità sulla fronte. Ma riflettiamo a noi stessi dall’anno scorso che in quell’evento storico dell’800 Theodora era già morta! Pertanto quella raffigurazione è un omaggio eloquente alla memoria. Infatti Theodora era deceduta nel 706 a circa cinquant’anni ma ebbe un ruolo fondamentale nella fine del 600 dopo la morte del Vescovo Sabino a edificare l’Ecclesia e custodire il Sacellum. Infatti lo stesso Prevosto Tortora distingue dei tempi differenti della duchessa in vita e dell’evento della Traslazione: “tempore Theodora cum inventione corporis Sancti Sabini” e “tempore hanc translationem” in una cronologia di tempi ed eventi.
Sarebbe opportuno che un banditore, come nei cortei medievali, annunciasse a viva voce all’inizio del Corteo storico l’evento della Traslazione e il ruolo di Theodora per innestare la storia e la cultura nelle belle vesti scenografiche. Nel culto ritrovato di San Savino a Orvieto, la valente studiosa e dirigente dott.sa Giovanna Bandinu, ha ritrovato da anni nello studio del prezioso reliquiario di ottone dorato alto cm 105 le scene della vita di San Savino sulla base piramidale esagonale, reliquiario che Don Felice Bacco ha potuto vedere con i propri occhi di cultore e di parroco nella recente visita ad Orvieto. Il reliquiario del 1340 precede l’opera meravigliosa della Madonna in trono del Boccati del 1473. Un particolare delle formelle rappresenta la caduta da cavallo di Theodora. La dott.sa Bandinu, anche in contatto in questi giorni per noi travagliati a letto, precisa che le scene sarebbero state attinte dalla Vita di San Sabino dell’Anonimo. La dott.sa Bandinu ci informa e ci forma che l’episodio è riferito alla caduta da cavallo presso il fiume Ofanto dopo aver visitato e sottratto gli ori del sepolcro. La visita della duchessa avvenne con la guida del pellegrino Gregorius Hispanus e viene citata, come indica il Tortora nella bibliografia, dal Beatillo Vita S. Sabini cap. 25 pag. 258. La duchessa longobarda coglie un segno divino nella caduta, ritorna e ripone i gioielli presso il sepolcro dove le spoglie erano intatte. Con la duchessa longobarda Theodora si arricchisce la Traslazione di San Sabino che ebbe inizio, nella toponomastica dell’Ottocento, dal Regio Tratturo e da Vico San Pietro percorrendo la Via degli Aquedotti, oggi Via Imbriani.
La figura di Theodora arricchisce anche la Cattedrale di San Pietro, sede anche dell’Episcopio del Vescovo Sabino e sede della chiesa sepolcrale di San Sabino “ecclesia quam Theodorada aedificarat”. Quel tempio, tardivamente ma sapientemente riscoperto nel 2002 nei ruderi ma già citato dal Tortora, è approdato in un frammento lapideo nel Soccorpo e Cripta della Cattedrale di San Sabino da noi ritrovato e tradotto dal sapiente Padre Gerardo Cioffari O. P. domenicano di Bari. Sulla lapide è inciso NVTV DIVINO CLARVIT DOMVS ISTA SABINO…, “Per volontà di Dio splendette questo tempio per Sabino…”. La santità del Vescovo canosino Sabino, come per tutti i santi, è sugellata dalla santità e dalla volontà di Dio e dalla benedizione di Maria Santissima della Fonte… e così è.
Salutiamo riverenti S. E. Mons. Gianni Massaro Vescovo di Avezzano che mi ha contattato due volte nella condivisione dello stato di infermità ed interessata accoglienza di queste ricerche storiche sabiniane tra Canosa ed Orvieto.
Maestro Giuseppe Di Nunno
Coaudiutore Simone Di Monte, studente del Liceo “E.Fermi” Indirizzo Classico




































