La storia non si studia solo sui libri ‘polverosi’, a volte basta un pennello, un cartoncino telato e un pizzico di immaginazione per fare un salto indietro nel tempo di oltre duemila anni. Ed è quello che hanno fatto gli alunni delle classi 2D e 2G della scuola secondaria di primo grado Bovio-Marconi, guidati dalla sapiente professoressa Maria Lucia Fusaro. Nell’ambito delle attività didattiche relative al progetto “History & Tradition: Note e Colori” presentate lo scorso 22 maggio, “i ragazzi hanno deciso di usare l’arte come linguaggio universale per rendere omaggio ad una donna straordinaria, una vera e propria eroina del territorio che, con il suo coraggio, ha cambiato il destino di migliaia di persone: la Matrona Paola Busa.” Come ha spiegato la docente durante l’evento: “Per comprendere la bellezza dei lavori degli alunni, però, dobbiamo fare un piccolo viaggio nel tempo. Immaginate la scena: è il 2 agosto del 216 a.C.. Poco lontano da Canosa, a Canne, si è appena consumata una delle battaglie più sanguinose e drammatiche della storia romana, con le geniali e temutissime truppe di Annibale che hanno letteralmente travolto l’esercito di Roma.”
La storia narra che in città regnava il caos, arrivarono circa diecimila soldati feriti, affamati, stremati e senza nessuno a cui chiedere aiuto. I cittadini di Canosa sono terrorizzati: hanno paura della furia di Annibale, ma temono anche che Roma possa accusarli di mancato soccorso una volta finita la guerra. In questo clima di forte tensione e paura, una donna decide di non voltarsi dall’altra parte. È Paola Busa, una matrona nobile, ricchissima e dal cuore immenso. Paola non ci pensa due volte: apre le porte della sua splendida domus e, insieme a quelle di casa, spalanca anche le sue dispense. Non si limita a dare un tetto a questi diecimila uomini, ma offre loro vestiti, cibo, frumento e chiama a raccolta tutti i chirurghi di Canosa per curare i feriti. Si dice che li abbia rifocillati persino con i piatti più prelibati del territorio e chissà cosa direbbe oggi vedendo le nostre ricette tradizionali! Una volta passato il pericolo, completa l’opera fornendo loro sesterzi, cavalli e carriaggi per poter finalmente tornare a casa, a Roma. Un esempio di accoglienza così puro e straordinario che persino il severo Senato romano, a guerra finita, le tributò grandissimi onori, cose che all’epoca erano riservate esclusivamente agli uomini di insigne valore eroico. Un gesto talmente iconico che persino Giovanni Boccaccio, secoli dopo, rimase affascinato da lei e le dedicò un intero capitolo nella sua famosa opera latina “De mulieribus claris“, definendola la “Busa canusina apula muliere”, ovvero la donna canusina apula Busa .
“Ispirati da questa incredibile lezione di umanità e solidarietà, – come ha tenuto a sottolineare la docente Fusaro – gli alunni della 2D e della 2G si sono rimboccati le maniche nel loro laboratorio artistico. Hanno voluto ringraziare idealmente questa figura storica realizzando un vero e proprio omaggio floreale.” Da un lato hanno dipinto dei meravigliosi motivi floreali su cartoncini telati, come se fossero dei mazzi di fiori colorati che “non appassiranno mai. Dall’altro, hanno provato a immaginare e reinterpretare il volto di Paola Busa. Guardando i loro ritratti -conclude la docente – si percepisce lo sguardo fiero e nobile di una donna dell’antica Roma, ma addolcito da una profonda, evidente empatia.” A Canosa di Puglia, alla Matrona Paola Busa è stata dedicata una targa in via Oberdan ed stato istituito un premio della FIDAPA per celebrare le donne canosine che si distinguono nell’arte, nella letteratura, nel cinema e nella società. Gli alunni della Bovio si sono distinti con la loro genialità attraverso i colori, realizzando opere portate in mostra durante l’evento “History & Tradition: Note e Colori” con gli apprezzamenti delle autorità cittadine intervenute. “Se abbiamo cambiato i vestiti rispetto all’epoca romana, l’abito più bello di Canosa rimane lo stesso da oltre duemila anni: quello dell’accoglienza, della carità e della solidarietà verso chiunque si trovi in difficoltà.” Hanno chiosato gli alunni tra gli applausi del pubblico accorso.






































