Nella Liberazione dell’Italia dal nazifascismo le donne hanno avuto un ruolo chiave con la partecipazione in migliaia alla Resistenza italiana. Oltre 4.500 furono arrestate, torturate, condannate e 623 quelle fucilate, impiccate o cadute in combattimento, mentre le circa tremila deportate in Germania cercarono un’esistenza più dignitosa in un Paese libero dall’autoritarismo fascista. Il riconoscimento sul piano storiografico venne circa un trentennio dopo la fine della guerra, cominciando ad elaborare categorie in grado di restituire la complessità del ruolo femminile nella Resistenza. Il protagonismo femminile nella Resistenza ha riguardato sia la lotta armata che tutti gli altri compiti previsti dalla lotta di Liberazione nelle sue varie modalità di intervento e partecipazione.
Il portale“Partigiani d’Italia” presso l’Archivio Centrale dello Stato riporta un elenco di 46 uomini e 5 donne di Canosa mentre l’ANPI BAT nella banca dati ha trovato “ben 104 uomini e 8 donne nati a Canosa”. Per ricordare le donne canosine della Resistenza sarà installato un cippo commemorativo a Canosa di Puglia, il primo nella BAT, come è stato evidenziato nel corso del convegno che si è svolto, nella serata dello scorso 14 aprile, presso l’Aula Consiliare del Comune alla presenza del pubblico, di docenti e studenti dell’IISS “Léontine e Giuseppe De Nittis”, di molti rappresentanti di associazioni d’arma, socio-culturali e volontariato. Il ceppo sarà dedicato a 8 donne canosine che hanno preso parte alla Resistenza: Angela Diana Torrieri, Anna Maria Princigalli, Adelaide Bisogneri, Vincenzina Tenerelli, Clementina Tenerelli, Angela Pastore, Regina(Gina) Busca e Maria Paradiso. “Molte donne della Resistenza che avevano combattuto, avevano sofferto ferite fisiche e morali e poi erano semplicemente rientrate nelle proprie case, convinte di aver fatto semplicemente ciò che era giusto fare in quel momento, oppure perché spinte dal bisogno concreto di ricostruire la propria reputazione, in una società ancora profondamente patriarcale e maschilista, che le convinse o le costrinse a non parlare della scelta coraggiosa di aver vissuto fuori dai canoni dell’epoca. Non si sentivano eroine, ma persone che, in un momento di buio assoluto, avevano scelto di non voltarsi dall’altra parte” Ha tra l’altro narrato l’Emerito Professore Roberto Tarantino presidente onorario dell’ANPI BAT, in veste di relatore del convegno che ha sottolineato l’importanza di intitolare un cippo alle donne canosine della Resistenza : “significa onorare questa persistenza del coraggio. Abbiamo noi il compito di ricordare e di essere i testimoni di quelle donne e di quelle storie. Quel monumento sia -ora e sempre- un monito e un ringraziamento per chi ha pagato il prezzo più alto, tornando poi a vivere in punta di piedi, con la dignità di chi sapeva di aver scelto la luce nel momento più buio della nostra storia” .
Emozionante e toccante l’intervista in collegamento telefonico alla Partigiana “Luce”, all’anagrafe Luciana Romoli, nata il 14 dicembre 1930, che iniziò la sua Resistenza fin da bambina con il primo atto di ribellione, a scuola, contro le leggi razziali che avevano colpito una sua compagna, e poi “staffetta”, all’età di tredici anni lottando per la liberazione e da allora sempre per la libertà. In aula consiliare è stata condivisa e scritta una pagina di storia, a molti sconosciuta, con gli approfondimenti ed i documenti che Pasquale Ieva, presidente della locale associazione “Storia Patria” ha presentato nel corso dell’incontro, promosso dalla Commissione Toponomastica del Comune di Canosa di Puglia e moderato dall’assessore alla Cultura Cristina Saccinto. A margine di un concorso scolastico per l’ideazione, il cippo commemorativo dedicato alle 8 donne canosine della Resistenza sarà realizzato in marmo e posizionato in un’area verde tra via Rapisardi via Saffi e via B. Franklin. “Ricordare il loro esempio non è solo commemorare: è un atto di responsabilità verso noi stessi e verso le generazioni future. Insegnare ai nostri figli e dare alle nostre figlie la consapevolezza di cosa siano state capaci le donne della Resistenza, significa custodire valori di coraggio, libertà e responsabilità e far vivere la memoria come guida per il presente e il futuro.” Ha dichiarato nelle conclusioni, la consigliera comunale Antonia Sinesi, componente della Commissione Toponomastica del Comune di Canosa di Puglia, intervenuta al convegno sulle donne canosine che sono state protagoniste principali (ma non uniche) della Resistenza civile, in particolare in alcune azioni di massa dove hanno ottenuto risultati estremamente concreti e importanti da un punto di vista strategico e politico.
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