Prescindendo dalla volontà di acquisto dello Scorpion da parte dell’amministrazione comunale di Canosa di Puglia , scelta che, è evidente, non incontra il consenso di una parte consistente della cittadinanza, ritengo più urgente e doveroso interrogarsi sul destino del Teatro Comunale “Raffaele Lembo” e sulle ragioni per cui esso non possieda più le caratteristiche e la vitalità di un tempo. Il Teatro Lembo, infatti, non nacque né fu concepito come spazio destinato esclusivamente alla rappresentazione teatrale in senso stretto, ma come luogo culturale polifunzionale, aperto a diverse forme di espressione artistica e di fruizione collettiva.
Negli anni dell’amministrazione Ventola, il Comune partecipò al bando “Scapesteatro”, che prevedeva proprio l’ampliamento delle attività e delle funzioni del teatro. Ricordo che il finanziamento ottenuto si aggirava intorno ai 300 mila euro, risorse importanti che avevano come obiettivo quello di rendere il Lembo uno spazio vivo, dinamico e accessibile.
Successivamente, con l’amministrazione La Salvia, furono acquistate diverse strumentazioni tecniche, tra cui un maxischermo, che avrebbe consentito anche la proiezione cinematografica. È vero che il Teatro Lembo non è dotato di licenza per la programmazione cinematografica su scala nazionale, ma proprio quella dotazione lasciava intravedere una visione più ampia: un teatro capace di accogliere anche il cinema, seppur inizialmente in forma limitata.
Con l’amministrazione Morra, inoltre, il Lembo tornò ad animarsi grazie all’attivazione di laboratori artistici, musicali e culturali. La domanda oggi è semplice ma fondamentale: perché non avviare l’iter necessario affinché il Teatro Comunale Lembo diventi a tutti gli effetti un cineteatro? Dotare il Lembo dell’autorizzazione per la programmazione cinematografica completa, e non solo di nicchia, significherebbe restituire piena dignità e funzionalità a una struttura che è costata alla comunità sacrifici economici e che, al momento dell’acquisto, non fu esente da forti disapprovazioni. Proprio per questo, oggi più che mai, è necessario valorizzarla fino in fondo.
Rendere il Teatro Lembo un cineteatro non sarebbe una forzatura, ma il naturale completamento di una visione già intrapresa negli anni: un luogo culturale aperto, inclusivo, capace di parlare a pubblici diversi e di vivere durante tutto l’anno.Facciamo vivere davvero il nostro Teatro Lembo. Non lasciamolo incompiuto, limitato, sottoutilizzato. Sfruttiamone tutte le potenzialità, nel rispetto della sua storia e nell’interesse dell’intera comunità.
Rosanna Todisco



































